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Giorgia Meloni
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Meloni dà la scossa all’Europa: sul caro energia serve più coraggio. E non esclude lo scostamento di bilancio

23 aprile 2026, 20:00 Ultimo aggiornamento: 21:08

Al Consiglio Ue la premier chiede anche di non conteggiare le spese per tamponare i prezzi delle bollette. Via libera al prestito da 90 miliardi all’Ucraina e al 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia

La premier Giorgia Meloni lancia il guanto di sfida e chiede più coraggio all’Europa. L’Italia rimarrà ancora un anno sotto procedura d’infrazione per deficit eccessivo, inconveniente che costringerà il governo a combattere il caro energia con margini di bilancio ancora più limitati.

«Tenere a bada l’inflazione non era una priorità dell’Ue?», chiede la premier dal Consiglio Europeo di Cipro. «Ecco, noi siamo qui non per fare semplicemente l’interesse italiano, ma quello europeo. Perché se non si risponde in tempo su questi temi rischiamo di farci molto male».

La scossa di Meloni all’Ue

Per l’Italia la corsa di gas e petrolio non avrà solo ripercussioni sul pil, limato ieri dal governo al +0,6% nel 2026. L’impennata dei prezzi, dovuta alla guerra in Iran, impone all’esecutivo di intervenire per proteggere le famiglie e le imprese più vulnerabili. Lo stesso obiettivo a cui punta la Commissione, che al vertice illustrerà i dettagli di Accelerate Eu, mix di misure pensate per reagire alla crisi in Medio Oriente.

«Penso che l’Europa debba essere più coraggiosa», è il commento della premier sul piano. «Apprezzo quello che è stato fatto con il piano sull’energia, è un passo in avanti ma non sufficiente». Il problema è che Bruxelles ha addossato i costi sugli Stati membri, perché la strategia europea non prevede né la tassa sugli extra-profitti delle imprese energetiche né deroghe al Patto di Stabilità.

Possibile scostamento di bilancio

Un guaio per Paesi indebitati come l’Italia e per giunta sotto procedura d’infrazione, messi di fronte alla scelta: rispettare le regole europee, rischiando di non fare abbastanza per le fasce più esposte alla crisi, o sfidarle con uno scostamento di bilancio. «Vediamo», si limita a dire Meloni in merito. «Ad oggi non escludiamo nulla».

Deroga per il caro-energia

Nel mentre i governi dovranno anche soddisfare i target della Nato, che impongono un deciso incremento delle spese militari. Sul punto Meloni è diretta: «L’attivazione della clausola di salvaguardia per la difesa? Oggi abbiamo oggettivamente altre priorità, come il caro energia, per dare risposte ai bisogni dei cittadini». La premier punta comunque a mantenere tutti gli impegni presi e allora torna alla carica sulla sospensione del Patto di Stabilità.

«Occorre maggiore apertura, efficacia ed efficienza anche su questo punto», spiega Meloni. «Si parla di una flessibilità sugli aiuti di Stato, ragionevole, corretto, ma lo spazio fiscale non è lo stesso per tutti. Quindi bisogna ragionare su un modello che permetta di non conteggiare anche queste spese, come si fa con i prestiti europei di Safe nella difesa. Dopodiché bisogna capire di quali settori occuparsi».

Ok al prestito a Kiev

Resta da vedere se gli altri leader Ue ascolteranno le richieste di Meloni. In questo Consiglio Europeo non sono attesi provvedimenti formali e l’Unione precisa da settimane che non ci saranno deroghe al Patto se non in caso di grave recessione. Un aiuto che invece ha ricevuto l’Ucraina, perché è arrivato il via libera finale al prestito da 90 miliardi e al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Entrambi sono stati approvati all’unanimità dopo che è venuto meno il veto dell’Ungheria, così Kiev dovrebbe ricevere la prima tranche da 45 miliardi già in questo trimestre. Con la sconfitta alle elezioni del premier Viktor Orbán l’Ue spera di serrare la presa contro Vladimir Putin e costringerlo a negoziare. Ma il rischio è che a un cavallo di Troia se ne sostituisca un altro: in questo caso gli occhi sono puntati sul nuovo premier bulgaro Rumen Radev. (riproduzione riservata)



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