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Ted Sarandos (co-ceo Netflix)
Ted Sarandos (co-ceo Netflix)
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Meloni chiede a Netflix più investimenti in Italia. Ecco chi investe di più tra le piattaforme di streaming e i piani per il 2026

di Ester Corvi
25 maggio 2026, 20:05 Ultimo aggiornamento: 20:06

La premier incontra il ceo Ted Sarandos e sottolinea «l’importanza strategica degli investimenti nel settore audiovisivo e creativo». Con 1,58 miliardi di dollari l’Italia è terza in Europa per investimenti degli streamers in contenuti dopo Regno Unito e Spagna. Che spendono molto di più. I numeri di Amazon, Netflix, Disney+, Paramount  

Più investimenti in Italia. È quanto ha chiesto la premier Giorgia Meloni a Ted Sarandos, co-ceo di Netflix, durante l’incontro che si è svolto lunedì 25 a Palazzo Chigi nel quale la presidente del Consiglio ha sottolineato «l’importanza strategica degli investimenti nel settore audiovisivo e creativo». Ma quanto investono le maggiori piattaforme di streaming video nel nostro Paese?

Secondo le stime di Ampere Analysis nel 2026 gli investimenti in contenuti ammonteranno complessivamente a 1,58 miliardi di dollari, in crescita da 1,41 miliardi del 2025. Guardando poi alle singole piattaforme, Amazon Prime Video è prima con investimenti previsti per 675 milioni di dollari, seguita da Netflix (618 milioni), Disney+ (223 milioni) e, a distanza, da Paramount+ con 14 milioni.

Il confronto con gli altri Paesi

L’Italia, per investimenti degli streamers in contenuti, è al terzo posto in Europa, dopo il Regno Unito, protagonista indiscusso con 4,27 miliardi di dollari, e la Spagna con oltre 3 miliardi. Il primato del Regno Unito si spiega con la maggiore diffusione della lingua, così come quello della Spagna. «Poi conta anche la capacità di raccontare storie che abbiano un appeal internazionale» diice Guy Bisson, direttore esecutivo di Ampere Analysis. Per le piattaforme video la sfida si gioca ormai sempre più non solo sui ricavi da abbonamenti, ma anche su quelli pubblicitari che inevitabilmente influiscono sulle scelte editoriali, pensate per un pubblico più largo.

Ricavi e redditività in aumento

Le maggiori piattaforme di streaming video stanno vivendo un momento favorevole, sebbene la forte competizione del mercato le spinga a uscire dal perimetro consolidato, intraprendendo con maggiore convenzione nuove strade (gaming e merchandising) per diversificare il business, mentre gli alti livelli di penetrazione raggiunti nei Paesi sviluppati le obbliga nello stesso tempo a premere l’acceleratore sugli investimenti in contenuti locali.

Chi investe di più in contenuti è Netflix, con 19,5 miliardi di dollari stimati quest’anno. Nel caso di Disney la cifra è in ballo è di 24 miliardi di dollari (un miliardo in più del 2025) per l’esercizio fiscale 2026, ma gli investimenti in general entertainment (tramite Disney+, Hulu e i canali lineari) sono circa la metà, mentre la quota restante è destinata allo sport.

Come si spiega l’aumento degli investimenti in contenuti? Per Bisson le principali ragioni sono tre: le mire di ulteriore espansione internazionale, che richiedono maggiori investimenti in contenuti locali, il miglioramento della redditività delle maggiori piattaforme, che aumenta la propensione a spendere, e il fatto che la pubblicità ha fame di contenuti. In Italia Netflix ha acquisito i diritti per Buen Camino di Checco Zalone che è stato campione di incassi.

Proprio sul fonte della redditività, Netflix ha confermato il suo target di reddito operativo al 31,5%, il più alto fra le piattaforme video, ma anche altri stanno mandando segnali di miglioramento. Per esempio il business streaming di Warner Bros Diswcovery che ha evidenziato una crescita a doppia cifra nel primo trimestre e Paramount + ha raggiunto un margine Ebtda del 10%. Segnali positivi che indicano spazi di ulteriore crescita per questo business, partito un pò in sordina ad opera di Netflix quasi vent’anni fa. (riproduzione riservata)



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