Nuova sorpresa di Unicredit. Dopo il blitz in Assicurazioni Generali, fonti finanziarie confermano che la banca guidata da Andrea Orcel ha messo piede anche nel capitale di Mediobanca. Piazza Gae Aulenti parteciperà lunedì 16 giugno ai lavori dell’assemblea della merchant bank guidata da Alberto Nagel. I soci si esprimeranno sull’ops su Banca Generali. Per l’offerta del Montepaschi la banca è sotto passivity rule.
Nei giorni scorsi, come riportato da MF-Milano Finanza, circolava che la seconda banca italiana avesse in portafoglio una quota compresa fra il 2 e il 3%. Secondo le fonti, Piazza Gae Aulenti ha l’1,9%. «L’istituto - spiega un portavoce – ha circa 20 miliardi di euro di flussi di capitale al giorno e detiene regolarmente posizioni per conto dei clienti e per coprire posizioni dei clienti. Questo non è un caso diverso».
Soltanto quote da gestioni? Di fatto le tempistiche fanno pensare che la posizione non sia casuale. A fine aprile, a Trieste Unicredit si era schierata con il fronte Caltagirone. Orcel non aveva appoggiato la lista di Mediobanca, risultata poi vincitrice con largo scarto, che ripresentava Philippe Donnet per il quarto mandato alla guida del Leone.
Secondo le indiscrezioni, la quota complessiva della banca potrebbe essere maggiore, con pacchetti parcheggiati nei portafogli di altri advisor come Jp Morgan o Jefferies. Come scritto da questo giornale, la posizione di Unicredit – assieme al 2,2% di Edizione della famiglia Benetton e allo 0,8% circa del Credit Agricole – sarà il vero ago della bilancia in una sfida che vede ai nastri di partenza leggermente favorito il fronte pro-offerta. Il motivo? La larga presenza nel libro soci di Piazzetta Cuccia del mercato (istituzionali più retail al 45% circa del capitale) che segue le indicazioni dei proxy advisor.
Nei giorni scorsi Iss, Glass Lewis e Pirc hanno raccomandato compatti di votare sì all’offerta di Mediobanca sulla controllata del Leone, operazione che punta a creare un campione italiano del wealth management da 4,4 miliardi di euro di ricavi e 210 miliardi di total financial assets.
Secondo Bloomberg, Unicredit e la holding di Ponzano Veneto presieduta da Alessandro Benetton potrebbero astenersi come Delfin della famiglia Del Vecchio (al 19,8%). Di fatto, l’astensione conta come voto contrario e rende la sfida veramente incerta. Con un’affluenza record e presenza confermata intorno all’80%, il responso dipenderà da pochi voti. A quanto risulta in Edizione tutte le possibilità sono ancora aperte. La posizione di Benetton si capirà a voto espresso. (riproduzione riservata)