Uno studente di giurisprudenza che avesse fatto proprie le considerazioni e le proposte rese note ieri dagli amministratori di VM2006 a proposito della prossima assemblea di Mediobanca difficilmente avrebbe passato l’esame di diritto civile o commerciale. VM2006 sostiene che quella da dare al cda di Mediobanca è una delega in bianco e quindi adottabile solo con le maggioranze dell’assemblea straordinaria.
Eppure, basta leggere l’avviso di convocazione dell’assemblea, in cui si chiedono tre autorizzazioni al cda: di proseguire con l’ops su banca Generali (BG), di pagare le azioni BG con il 13,2% di azioni Generali in portafoglio e di apportare ogni modifica alle condizioni di efficacia dell’offerta.
Chiunque abbia un minimo di esperienza sa che nessuna opa o ops si è conclusa così come era partita. Anche chi aderisce il primo giorno sa che ci possono essere (vedi Unicredit-Banco Bpm) condizioni sospensive o modifiche all’ultimo momento. Quindi, autorizzare il cda a poter cambiare le condizioni non è affatto strano o criticabile. Ma il tema più importante è un altro.
Sono i soci a gestire l’assemblea. In condizioni normali, il cda di Mediobanca era perfettamente legittimato a lanciare l’ops su Banca Generali. Poiché però è in passivity rule, ci può essere un sospetto che esso agisca non nell’interesse dei soci, ma per un interesse proprio, al fine di boicottare l’ops di Montepaschi su Mediobanca stessa. E allora la legge Draghi rimanda il cda davanti ai soci, con un’assemblea ordinaria, per essere autorizzato. Il che non significa che i soci debbano entrare nel merito dell’operazione o chiedere delle modifiche.
Se non sono convinti, non autorizzano. Ma è sospetta un’altra circostanza: che a protestare per l’ops su Banca Generali non sia stato l’unico che in teoria potrebbe averne titolo, ovvero l’offerente Montepaschi.
Mentre invece a protestare è un socio sia in Mps sia in Mediobanca sia in Generali, e che da diversi anni ha sul comandare in quest’ultima società lo scopo del suo agire. (Disclaimer: VM2006 è socio di minoranza anche nella società che pubblica questo giornale). (riproduzione riservata)