Mediobanca Premier, ovvero la ex CheBanca!, sarà il veicolo intorno al quale ruoterà il riassetto di Piazzetta Cuccia targato Montepaschi. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, dopo la fusione della merchant bank in Rocca Salimbeni la società oggi guidata da Gian Luca Sichel, che nella riorganizzazione varata da Alessandro Melzi d’Eril ha assunto anche il ruolo di direttore generale al posto di Lorenzo Bassani, per il quale si vocifera di un futuro alla guida di Cesare Ponti, lancerà un aumento di capitale miliardario al servizio della fusione, dunque senza passaggio di denaro.
L’operazione servirà a dar vita alla nuova Mediobanca spa voluta dal ceo di Mps Luigi Lovaglio, sulla strada per una riconferma a Siena. La ricapitalizzazione avrà luogo tramite conferimento delle attività di cib e private banking (comprese le controllate estere Messier Maris, Almapartners e Cmb Monaco) nella vecchia Premier, passaggio funzionale al mantenimento della licenza bancaria senza dover ricorrere a un nuovo dispendioso processo autorizzativo di Bankitalia.
Nella società verrà trasferito anche il 13,2% di Generali, per il quale però dovrà essere fatta la richiesta a Bce del Danish Compromise, alchimia legale che permette ad una banca di controllare un’assicurazione senza avere problemi di bilancio, step che non dovrebbe creare problemi a Siena visto che il riassetto disegnato da Lovaglio va nella direzione auspicata da Francoforte.
Non è ancora chiara invece la destinazione delle altre storiche partecipazioni di Mediobanca, come il 6,55% di Rcs, il 6,8% di Italmobiliare della famiglia Pesenti, il 25,4% dello Ieo e il 5% di Piquadro; tali quote al momento non sarebbero un tema di attualità per il vertice.
In Mps confluiranno invece tutte le società di asset management di Piazzetta Cuccia, come le fabbriche prodotto Polus Capital, Mediobanca sgr, Mediobanca Management Company e Ram.
Mentre non sarebbe stato deciso per il momento il destino di Widiba, la banca digitale di Mps che resterà nel perimetro di Siena e che inizialmente sembrava destinata a una fusione con Premier.
La società di credito al consumo Compass verrà unita a Mps Consumer Finance, come anche il leasing gestito da Selma, che confluirà nella capogruppo senese. ll riassetto dovrebbe chiudersi entro settembre, mentre il 27 Lovaglio alzerà il velo sul piano industriale che potrebbe prevedere un incremento delle sinergie a circa un miliardo dai 700 milioni previsti dal prospetto.
Piazza Affari ha reagito positivamente all’annuncio della fusione fra i due gruppi, con il titolo Mps salito dell’1,54% a 8,56 euro e Mediobanca in rialzo del 5,7% a 19,2%. La scommessa degli investitori (in un flottante rimasto perlopiù nei portafogli dei grandi fondi internazionali) è che il concambio per la fusione incorpori un premio rispetto agli attuali corsi.
Gli analisti hanno apprezzato soprattutto le sinergie che deriveranno dall’integrazione, mentre ragionano sul rapporto di concambio. Equita ha calcolato che sulla base dei prezzi di martedì e rettificando per i dividendi già annunciati, il concambio tra Mediobanca e Mps è di 2,31, implicando uno sconto del 9% rispetto al rapporto di 2,53 (senza la componente cash) previsto dall'offerta conclusa a settembre.
Secondo gli analisti della sim, l'operazione consentirà di «mitigare il rischio di integrazione e di rafforzare la struttura di capitale». Intanto in una lettera Melzi d’Eril ha rassicurato i dipendenti di Mediobanca sui cambiamenti in corso invitandoli «a non farsi distrarre dal contesto esterno, a restare focalizzati sui clienti e a preservare brand, valori e professionalità che fondano l’identità e il valore dell’istituto». (riproduzione riservata)