Sulla possibile adesione o meno di Banca Mediolanum all’offerta su Mediobanca, promossa da Mps, decideranno i consigli di amministrazione e, su questa partita, la scelta del mercato «sarà quella giusta». È questa la linea di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, emersa durante una intervista a Il Foglio in merito all’ops del Monte dei Paschi. Banca Mediolanum, di cui Fininvest è azionista, detiene il 3,5% circa di Mediobanca e la holding della famiglia Berlusconi al momento non esprime consiglieri nel cda dell’istituto guidato da Massimo Doris. «In questo momento siamo solo spettatori. Non ci sono ancora tutti gli elementi sul tavolo per fare una riflessione compiuta e comunque mi pare molto corretto quello che ha detto Massimo Doris: ad esprimersi saranno i cda. Mi lasci dire che, su questa partita come su tutte le altre - e in questo periodo ce ne sono davvero tante - qualsiasi cosa sceglierà il mercato sarà quella giusta» ha aggiunto Berlusconi.
Quanto al ruolo che Big Tech hanno ormai assunto alla Casa Bianca, Marina Berlusconi ha sottolineato che «la loro forza incontrastata è una anomalia che faceva già paura prima», aggiungendo «nella storia dell’umanità non si era mai assistito a una simile concentrazione di potere, ricchezza e interessi nelle mani di pochi soggetti. Servono limiti e regole». Da un certo punto di vista, ha aggiunto, «va riconosciuto che l’Europa e anche l’Italia hanno cominciato a muoversi su questo fronte: mi auguro davvero che ora non si lascino condizionare dalla marcia indietro di Trump, che si è subito ritirato dalla global minimum tax a tutela di Musk & Company».
«C’è un problema di concorrenza sleale grande come una casa, ma sarebbe molto riduttivo pensare che la minaccia sia tutta qui. Questi colossi del digitale, infatti, sono riusciti a imporre nella nostra vita di tutti i giorni la dittatura dell’algoritmo, che porta alla massima semplificazione delle opinioni, alla polemica più estrema e alle tesi più radicali», ha spiegato ancora Berlusconi, riflettendo che tutto questo è «fatto con l’obiettivo di generare traffico online, e quindi più incassi, e purtroppo oggi anche di influenzare il modo di pensare della gente. È un meccanismo infernale, che inevitabilmente ha contagiato in profondità anche la politica». (riproduzione riservata)