Alessandro Melzi d’Eril si dimette da amministratore delegato di Anima e Montepaschi deposita in Piazzetta Cuccia la lista (a 12) per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Mediobanca nella nuova era senese.
L’assemblea è in programma come da statuto della merchant per il 28 ottobre e dopo un tour de force di una settimana di riunioni fra comitato nomine presieduto da Domenico Lombardi e il presidente di Mps Nicola Maione impegnato a tirar le fila fra gli azionisti, il Monte ha completato nei tempi la lista dei candidati consiglieri cosi composta: Vittorio Grilli (ex ministro del Tesoro e responsabile delle attività di Jp Morgan per l'area Emea), Melzi d'Eril che prenderà il posto di Alberto Nagel, Paolo Gallo (amministratore delegato di Italgas vicino al gruppo Caltagirone e ben visto dal Tesoro) e l'ex ad di Sky Italia e consigliere di Essilorluxottica, Andrea Zappia.
Ci sono poi l'ex vice direttore generale della Consob, Tiziana Togna, la ceo di Iris Ceramica, Federica Minozzi, figlia di Romano Minozzi, ex pattista di Piazzetta Cuccia che ha sostenuto l'offerta di Mps, l'ex segretario generale della Fondazione Crt e presidente della multiutility Egea Holding, Massimo Lapucci (assieme a Giulio Gallazzi e Mauro Masi siede anche nel board di Biae, il nuovo istituto del gruppo Banca del Fucino), la commercialista e revisore contabile Ines Gandini, sindaco di Acea e Snam e l'ex risk chief officer di Generali, Sandro Panizza, l'unico tra gli attuali consiglieri di Mediobanca a non essersi dimesso. Completano l’elenco il partner dello studio legale Mgm, Giuseppe Matteo Masoni e le due banker interne del gruppo Mps Donatella Vernisi e Silvia Fissi.
La prima è la senior manager imprese e private, dirigente di lungo corso con responsabilità apicali nell'area crediti, nella gestione dei patrimoni delle famiglie e nel governo dei rischi. La seconda invece è responsabile dell'It e dell'innovazione digitale di Banca Widiba, la banca digitale del gruppo Montepaschi che si dovrà integrare con i gestori di Mediobanca Premier. Si tratta di due figure che risulteranno centrali nei primi mesi per l’integrazione dei due istituti che molto probabilmente vanno verso la fusione e il delisting da completare nel 2026.
Considerato il flottante, la lista di Montepaschi dovrebbe esser l’unica (serve lo 0,5% per presentare un elenco di candidati al board, ma poi è necessario almeno il voto del 2% del capitale per inserire un consigliere di minoranza). Difficile che Assogestioni presenti una sua lista.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, prima dell’assemblea è in programma un board il 16 ottobre in cui l’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio aprirà i cantieri industriali dell’integrazione per cui sono stati individuati dei gruppi di lavoro composti da banker di entrambi gli istituti. (riproduzione riservata)