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Alessandro Melzi d'Eril
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Mediobanca, eletto il nuovo cda targato Mps. Melzi d’Eril ai dipendenti: scriviamo insieme un nuovo capitolo della storia della banca

di Andrea Bonfiglio (Mf Newswires), Andrea Deugeni Luca Gualtieri
28 ottobre 2025, 12:24 Ultimo aggiornamento: 15:38

I soci votano la lista unica presentata da Montepaschi, confermando Melzi d’Eril ad e Grilli presidente. Il 5 novembre la trimestrale della merchant bank. Nuova assise entro fine anno per allineare le chiusure di esercizio. Il ceo scrive ai dipendenti | Mediobanca anno uno

Martedì 28 ottobre, giorno dell’assemblea annuale di Mediobanca, Alessandro Melzi d’Eril e Luigi Lovaglio hanno fatto il loro ingresso nella sede di Piazzetta Cuccia. Melzi d’Eril, indicato dal Mps come candidato amministratore delegato, e Vittorio Grilli, scelto come presidente, rappresentano la nuova guida della banca. Lovaglio, amministratore delegato del Monte (primo azionista della merchant bank con l’86,3%), era presente «per un saluto al cda», come dichiarato ai cronisti, anticipando le nomine ufficiali che saranno comunicate al termine dell’assemblea a porte chiuse.

La lista unica e la nuova governance

In mattinata l’assemblea (tenutasi da remoto con il rappresentante designato, così come l’ultima assise della precedente gestione nell’agosto scorso) ha votato la lista unica presentata da Mps, che vede Melzi d’Eril e Grilli ai vertici. Sarà loro compito tracciare il percorso della nuova Mediobanca, con l’obiettivo di rafforzare l’attività storica di private, corporate e investment banking. Il nuovo cda si è riunito subito dopo il voto dei soci. 

Melzi d’Eril: iniziamo a scrivere insieme un nuovo capitolo della storia della banca

«Sono emozionato e onorato di poter assumere questa carica in un gruppo che è al centro del sistema finanziario del nostro Paese da decenni, grazie alla indiscussa qualità e dedizione delle persone che ci lavorano», sono state le prime parole rivolte dal nuovo ceo tramite mail ai circa 5.500 dipendenti della merchant bank, dopo aver ricevuto le deleghe dal board.



«Da oggi – ha aggiunto il banker – iniziamo a scrivere insieme un nuovo capitolo della storia della banca. Sono certo che sarà ricco di importanti successi grazie al contributo di tutti noi. Spero di poter salutare personalmente una buona parte di voi quanto prima».

La fine di un’era

Con questa assemblea si è chiusa l’era di Alberto Nagel e Renato Pagliaro, alla guida della banca per quasi vent’anni. La nuova squadra punta a conoscersi e a consolidare l’integrazione con Mps, unendo competenze diverse in un sistema complesso. I due azionisti più rilevanti di Siena, Delfin (17,5%) e Caltagirone (10,2%), osservano attentamente i primi passi della nuova governance.

Il voto dei soci

L'assemblea ha approvato il bilancio al 30 giugno e la distribuzione di un dividendo lordo unitario di 1,15 euro per azione, di cui 0,56 euro erogato a titolo di acconto nel maggio scorso mentre il saldo di 0,59 euro verrà messo in pagamento il 26 novembre.

I soci hanno inoltre approvato le politiche di remunerazione e incentivazione 2025-26 e il piano di performance shares 2025-2026. L'informativa sui compensi corrisposti nell'esercizio 2024-2025 ha registrato un'astensione del 97,06%. L'assemblea ha quindi fissato in 12 il numero dei componenti del cda che, oltre che da Grilli e Melzi d'Eril, sarà composto da Sandro Panizza, Paolo Gallo, Massimo Lapucci, Tiziana Togna, Giuseppe Matteo Masoni, Federica Minozzi, Donatella Vernisi, Andrea Zappia, Ines Gandini e Silvia Fissi, tutti tratti dalla lista presentata da Mps. II compenso annuale lordo complessivo del board a massimi 2,5 milioni.

Calendario finanziario e allineamento a Mps

Entro fine anno è prevista un’altra assemblea per modificare lo statuto, allineando la chiusura dell’esercizio a quella di Mps. Di conseguenza, l’approvazione dei conti trimestrali sarà anticipata a inizio novembre, il prossimo 5 novembre, alla vigilia dei risultati di Mps. Una conference call del nuovo vertice sembra improbabile in questa fase.

Il futuro della partnership Mps-Mediobanca

La fusione operativa tra le due banche non sarà immediata. Servirà attendere almeno sei mesi, poiché l’opas su Mediobanca non riflette più i valori attuali. Il piano di integrazione sarà definito da Lovaglio e presentato anche alla Bce entro febbraio. Intanto, Piazzetta Cuccia rimarrà autonoma e quotata, con un focus chiaro sulla crescita dei settori core.

Secondo le indiscrezioni, Lovaglio punterebbe a completare l'integrazione entro marzo, poche settimane prima del rinnovo del board previsto per aprile. In modo anche da blindare ad aprile prossimo la propria riconferma al vertice dell’istituto senese, riconferma su cui il gruppo Caltagirone avrebbe delle riserve. 

I cantieri dell’integrazione Mps-Mediobanca

Il piano prevede l'apertura di numerosi fronti di intervento. Nell'IT l'obiettivo del banchiere è armonizzare le piattaforme core banking e integrare i sistemi di gestione del credito. Le operations rappresentano un altro pilastro del progetto e qui si pun?a a standardizzare i processi di back-office, centralizzare funzioni di supporto e ottimizzare flussi operativi.

Sul fronte commerciale, il piano prevede invece una segmentazione netta della clientela e dei business. In Montepaschi sarà concentrata l'offerta retail, che include il commercial banking, il credito al consumo tramite Compass e il risparmio gestito per clientela affluent. Mediobanca sarà invece focalizzata su attività a maggiore valore aggiunto, come corporate & investment banking e private banking.

Per ottimizzare la struttura dei marchi e massimizzare le competenze, sarebbero allo studio fusioni interne, come quella di Widiba (570 consulenti) in Mediobanca Premier, finalizzata a rafforzare il posizionamento nel wealth management e valorizzare il marchio recentemente rilanciato da Piazzetta Cuccia, prendendo come modello la strategia adottata da Fineco. (riproduzione riservata)



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