Quarto covered bond nel 2025 per Mediobanca. L’istituto di credito, passato sotto Mps dopo il successo dell’opas, ha collocato con successo presso investitori istituzionali un covered bond da 750 milioni di euro con scadenza a sei anni (febbraio 2032).
Dopo ordini finali per 3,3 miliardi di euro, oltre 4 volte l’ammontare offerto, il rendimento del titolo con rating atteso AA da parte di Fitch è stato abbassato a 45 punti base sulla curva midswap da prime indicazioni in area 52 punti base. Il bond garantisce una cedola pari al 2,875%.
Notevole la partecipazione degli investitori istituzionali esteri: 77% con ordini, in particolare, da Germania, Austria e Svizzera per il 42%, dall’area nordica per l’11% e da Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi per il 14%. Italiani al 23%.
«I risultati di questa nuova emissione confermano l’importanza di un approccio flessibile nella diversificazione delle fonti di finanziamento e l’apprezzamento del mercato verso l’emittente», si legge nel comunicato di Mediobanca.
Si ricorda che i covered bond sono obbligazioni bancarie garantite che hanno un profilo di rischio molto basso. Incaricate del collocamento Commerzbank, Credit Agricole, Erste Group, Goldman Sachs, Imi-Intesa Sanpaolo, la stessa Mediobanca, Raiffeisen Bank e Unicredit.
A inizio giugno Mediobanca aveva piazzato un altro covered bond a 5 anni (scadenza ad agosto 2030) da 750 milioni di euro, attirando una domanda diversificata per 1,4 miliardi di euro che ha consentito di rivedere il rendimento iniziale (55 punti base sopra il midswap) e di fissarlo a 50 punti base. Garantisce una cedola del 2,625%. Quella odierna è la quarta emissione del 2025 dopo la prima di marzo Tier2 sustainable da 300 milioni e quella del 15 luglio senior preferred da 500 milioni.
Questa nuova emissione si inserisce in un mercato primario interessato da un numero particolarmente elevato di operazioni. Infatti, a fronte di spread poco mossi e di performance contenute, l'attività sul mercato primario delle nuove emissioni corporate è stata particolarmente robusta a novembre, con volumi molto elevati e ampiamente superiori alle stime del consenso.
Comunque, la scorsa settimana si è chiusa con una performance moderatamente negativa sia sugli high yield (-0,15%) sia soprattutto sugli investment grade (-0,3%), tra tassi in contenuto rialzo e spread in modesto allargamento. In questa settimana le prospettive di un accordo per la cessazione dello shutdown hanno innescato un clima di risk-on. (riproduzione riservata)