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Il ceo di Mps Luigi Lovaglio
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Mps studia la lista del cda e prenota una cedola da oltre 250 milioni da Mediobanca

05 novembre 2025, 18:54 Ultimo aggiornamento: 06 novembre 2025, 08:18

Al board l’ipotesi di una rosa di candidati della banca per il rinnovo di aprile. Il progetto già al vaglio del comitato nomine, che punta a modernizzare lo statuto. L’assemblea potrebbe riunirsi all’inizio del 2026. Entro marzo nuovo piano di integrazione con Mediobanca

Montepaschi potrebbe essere il primo gruppo finanziario italiano a usare la lista del cda con le nuove regole della Legge Capitali. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza il board senese di oggi, giovedì 8 novembre, oltre ai numeri della trimestrale e ai cantieri di integrazione, dovrebbe iniziare a discutere della presentazione di una rosa di candidati per il rinnovo di primavera.

Il comitato nomine avrebbe già avviato i lavori per modernizzare lo statuto della banca guidata da Luigi Lovaglio e presieduta da Nicola Maione. Sul tavolo, oltre all’istituto della lista del cda uscente con le nuove procedure rafforzate, ci sarebbe anche l’introduzione di una maggiore flessibilità nella politica dei dividendi dopo l’uscita dal regime degli aiuti di stato.

La rosa del board sarebbe la soluzione più semplice per rinnovare il vertice. Da un parte Delfin e Caltagirone (entrambi sopra il 10%) sono sottoposti alle limitazioni della Bce che li ha classificati come investitori finanziari e quindi ha implicitamente interdetto la presentazione di una lista di maggioranza. Dall’altra né il Banco (diretto competitor di Rocca Salimbeni), né lo Stato in via di disimpegno sembrano orientati a voler presentare dei candidati presidente e ceo.

In aggiunta la convinzione degli attuali grandi azionisti è che la lista del cda ha senso proprio di fronte a un azionariato coeso come quello del Monte. Una situazione molto diversa da quella di Generali dove nel 2022 proprio sulla lista del board si consumò uno strappo tra Mediobanca, Caltagirone e Delfin.

Per recepire lo strumento nello statuto dopo l’ok della Bce servirà un’assemblea straordinaria che, secondo quanto confermano fonti interne alla banca, potrebbe tenersi a inizio 2026. Come previsto dagli impegni presi con Francoforte, sempre nei primi mesi del nuovo anno il cda metterà nero su bianco la strategia industriale post opas su Mediobanca.

Il piano – su cui è al lavoro McKinsey – potrebbe essere presentato entro marzo e delineare le tappe di integrazione tra le due banche, dal delisting fino alla fusione. Anche se al momento in cda non è ancora stata presentata una tabella di marcia. L’appuntamento cadrà a poche settimane dal rinnovo della governance, un assist soprattutto per il tandem Lovaglio-Maione che mira a una riconferma.
 

Intanto ieri Mediobanca ha presentato i primi risultati dopo l’opas. E il nuovo proprietario Mps ha già prenotato oltre 250 milioni di cedole. A fine anno l’istituto punta infatti a distribuire il 100% degli utili che solo nel trimestre giugno-settembre sono stati di 291 milioni (quasi -12%).

Su questa voce hanno pesato costi straordinari per 45,3 milioni legati alle spese dirette e quelle per le consulenze connesse alle ops del Monte su Mediobanca e della stessa merchant su Banca Generali. Anno su anno i ricavi sono rimasti stabili a 867,6 milioni.

Nel gestito il segmento Private è stato interessato da «talune, seppur limitate, uscite di bankers mentre Premier ha proseguito, seppur in rallentamento, nel percorso di crescita della rete di distribuzione», spiega la nota della banca. E si specula su nuove uscite nelle prossime settimane, anche a causa delle politiche aggressive di reclutamento da parte dei competitor. (riproduzione riservata)



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