Dopo i principali soci Delfin, Caltagirone e i grandi fondi internazionali è la volta del patto di consultazione. L’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel ha presentato mercoledì 4 agli azionisti storici riuniti nell’accordo parasociale sull’11,87% dell’istituto l’offerta pubblica di acquisto su Banca Generali, lanciata a fine aprile. Un’operazione che mira a creare il polo italiano del wealth managment in grado di realizzare sinergie con la divisione corporate&investment banking di Mediobanca e che è piaciuta ai soci storici.
Il patto, fa sapere una nota dell’accordo parasociale, «ha apprezzato il forte razionale industriale e finanziario alla base dell’operazione». L'incontro è stato propedeutico all'assemblea del 16 giugno in cui gli azionisti dovranno dare via libera all'ops ed esprimere di fatto, almeno secondo le recenti dichiarazioni dei vertici di Piazzetta Cuccia, la propria preferenza in merito alle due opzioni strategiche all'orizzonte, ritenute alternative: la creazione del polo italiano dalle gestione del risparmio con la controllata del Leone o l'aggregazione con una banca commerciale di medie dimensioni come Montepaschi.
La precedente riunione dell'accordo si era tenuta il 19 febbraio: in quell'occasione i soci pattisti avevano preso atto dell'ops del Monte e condiviso la valutazione negativa del board sull'operazione appoggiata dai grandi soci Caltagirone e Delfin che in Piazzetta Cuccia hanno rispettivamente il 7,4% e il 19,8%.
In seguito alla scomparsa di Angelo Casò, commercialista milanese e storico presidente dell'accordo di consultazione avvenuta proprio mercoledì 4, l’assemblea del patto ha nominato al suo posto Alberto Pecci, industriale che resterà in carica sino alla scadenza dell’accordo di fine 2027.
Martedì 3 giugno, il gruppo Caltagirone tramite il veicolo VM 2006 ha chiesto a Mediobanca di rinviare l'assemblea del 16 giugno lamentando l'assenza di una corretta informazione sulla partnership strategica che dovrà legare Piazzetta Cuccia, Banca Generali e il Leone di Trieste. Posizione a cui Piazzetta Cuccia ha risposto difendendo la propria scelta, che ha definisce di trasparenza verso il mercato e l'autorità. (riproduzione riservata)