Occhi del mercato puntanti sul consiglio delle Generali che si riunirà mercoledì mattina alle 9.30 per esaminare non soltanto i conti del primo semestre (da cui gli analisti si attendono un utile di circa 2,2 miliardi di euro), ma anche per rispondere a Mediobanca in merito alla stabilizzazione e all’estensione decennale degli accordi distributivi con Banca Generali, e al loro eventuale allargamento alla rete di Piazzetta Cuccia.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, oggi la maggioranza del board del Leone dovrebbe esprimersi favorevolmente alla sottoscrizione di un accordo di partnership strategico-industriale di lungo periodo nei settori della bancassurance e dell’asset management fra la compagnia, la controllata guidata da Gian Maria Mossa e la merchant bank milanese. Un’indicazione di massima che permetterà al ceo di Mediobanca Alberto Nagel di convocare per il 21 agosto l’assemblea dei propri azionisti a cui sottoporre il lancio dell’ops su Banca Generali.
Nelle scorse settimane il banchiere aveva inviato alla compagnia triestina una proposta per estendere l’accordo a lungo termine al polo del wealth management che la merchant vuole costruire, accompagnata da una lettera in cui si diceva disponibile a eliminare il vincolo a detenere per un anno il 6,5% di titoli del Leone offerti come corrispettivo della vendita del 50,17% di Banca Generali. La compagnia triestina è stata fin da subito contraria al lock-up . Non si tratta di un accordo vincolante, perché i dettagli della partnership verranno siglati solamente dopo un esito positivo dell’assemblea di Mediobanca.
A Trieste il processo di valutazione dell’offerta su Banca Generali è ancora in corso. Il comitato parti correlate è al lavoro per istituire la pratica e a quanto risulta un board del Leone si è riunito sei giorni fa. L’ok che arriverà oggi dunque non deve considerarsi ancora come un via libera alla vendita ma potrebbe considerarsi una proxy del gradimento all’operazione. Non è un mistero che in Generali considerino la controllata che opera nel wealth management non strategica e il prezzo messo sul tavolo da Mediobanca non sarebbe lontano dal valore intrinseco dell’asset. In più, la modalità offerta consoliderebbe il modello di public company in Generali.
La convocazione dell’assemblea di Piazzetta Cuccia il 21 agosto è subordinata all’autorizzazione dell’ops da parte della Bce, che però è attesa per il 18 agosto. Da quel momento, in base alla normativa vigente, la Consob avrebbe cinque giorni per approvare il prospetto, a condizione che gli azionisti si siano già espressi. L’obiettivo di Nagel è far partire l’offerta su Banca Generali prima dell’8 settembre, scadenza dell’ops del Montepaschi, così da porre gli azionisti davanti a un bivio. (riproduzione riservata)