Otto sedute consecutive al rialzo per il titolo Mediobanca a Piazza Affari, +11,8% sull’onda dei risultati del terzo trimestre fiscale dell'esercizio 2023-2024. L’azione oggi, 14 maggio, sale dell’1,64% a 14,85 euro (massimo intraday a 14,875 euro), complice Morgan Stanley che ha alzato il target price da 16,40 a 16,90 euro e confermato il rating overweight. Sovrappesare in portafoglio il titolo Mediobanca il cui modello di business piace ed è visto prosperare in un contesto di allentamento monetario, sostenuto da una crescita diversificata dei ricavi. «Siamo convinti che Mediobanca si stia avviando verso il Prime Time», continua Morgan Stanley che, dopo i risultati trimestrali, ha aumento le stime sull’utile ante imposte di circa il 2% nel periodo 2024-2026, considerando l’aumento dei ricavi nel business assicurativo e la riduzione delle accantonamenti. Il tutto dovrebbe portare a un Rote, rendimento del patrimonio netto tangibile, sostenibile del 14%.
Morgan Stanley vede anche il margine di interesse di Piazzetta Cuccia, stimato a 1,989 miliardi alla fine dell’attuale esercizio, più resistente alle variazioni dei tassi di interesse e le commissioni della gestione patrimoniale e l’investment banking della banca beneficiare di un favorevole contesto macroeconomico con la Bce attesa tagliare i tassi di interesse a giugno. «Segnaliamo anche il contributo significativo ai ricavi dell’istituto derivante dalla quota del 13% in Generali, che riteniamo possa beneficiare del miglioramento dei flussi nel business vita. Questa diversificazione redditizia dei ricavi potrebbe offrire un Rote sostenibile e un rendimento del free cash flow superiore al costo del capitale normalizzato», precisa la banca d’affari.
In particolare, Morgan Stanley ha previsto che Mediobanca raggiungerà un Rote del 14%, generando circa 710 punti base di capitale nel periodo 2024-2026 e offrendo un rendimento del free cash flow totale del 30%. «Crediamo che il mercato accoglierebbe con favore l'impiego del capitale in eccesso per la crescita inorganica», puntualizza Morgan Stanley che ha stimato un payout del 70% (dividendo atteso a 1,09 euro per azione con un utile netto previsto a 1,315 miliardi a fine esercizio) e buyback annuali da circa 333 milioni di euro, con un ritorno di 3,8 miliardi di euro entro l'esercizio 2026, per un rendimento di circa il 30%. «Prevediamo che il Cet1 ratio raggiunga circa il 15,3% nell'esercizio 2026, con un eccesso di capitale circa 150 punti percentuali con cui esplorare la crescita inorganica», conclude il broker che nella somma delle parti di Mediobanca valuta la quota del 13% in Generali al prezzo di mercato attuale. Ma nello scenario toro, che ipotizza un costo del capitale normalizzato più basso all'11% (gli economisti di Morgan Stanley si attendono un taglio totale dei tassi di interesse di 200 punti base nel periodo 2024-2026), il target price di Mediobanca sale a 21,20 euro, +42% rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)