Il futuro di Mediobanca è a un punto di svolta. L’amministratore delegato Alberto Nagel sarebbe pronto a rassegnare le dimissioni insieme all’intero consiglio di amministrazione, mentre l’offerta pubblica di acquisto e scambio del Montepaschi ha raggiunto oltre il 62% delle adesioni (pari a 506,6 milioni di azioni) nell’ultimo giorno dell’opas annunciata al mercato a fine gennaio con un impegno complessivo da 13,5 miliardi, di cui 12,8 miliardi pagato in titoli Mps e 750 milioni in contanti.
La soglia garantisce a Rocca Salimbeni non solo il controllo di Piazzetta Cuccia ma anche il raggiungimento di un eventuale quorum dei due terzi per un’assemblea straordinaria da cui passerà la fusione fra i due istituti di credito. Dopo il balzo delle adesioni di venerdì, un ulteriore 16,49% è andato ad aggiungersi al 45,8% raggiunto alla fine della scorsa settimana grazie all’apporto dei pacchetti di parte dei fondi internazionali come Vanguard, Fidelity, Blackrock che hanno in tasca il 30% circa del capitale di Mediobanca.
Ora si va ai supplementari: dopo la rinuncia alla condizione di efficacia del 66,7%, Montepaschi ha riaperto i termini dal 16 al 22 settembre, finestra che dopo la definitiva presa del controllo da parte dell’istituto guidato da Luigi Lovaglio e l’assottigliamento del flottante dovrebbe vedere l’adesione dei fondi passivi. Potranno esser consegnati anche i titoli rastrellati da venerdì scorso in avanti.
Nagel potrebbe lasciare il suo incarico già nella riunione del board fissata per il 18 settembre. Nessuna decisione definitiva, tuttavia, è stata ancora presa, e lo scenario resta aperto a sviluppi. Da Mediobanca, per ora, non è arrivato alcun commento ufficiale, ma viene assicurato che in caso verrà garantito un passaggio di consegne ordinato.
Da statuto, il 28 ottobre la merchant bank tiene la consueta assemblea per approvare il bilancio (l’esercizio termina a giugno) e secondo qualcuno in quella sede verrà nominato il nuovo board espressione del Montepaschi con una lista che conterrà anche il nome del nuovo amministratore delegato e del presidente, assemblea in cui Nagel si presenterebbe come dimissionario per garantire una transizione ordinata.
Entrato in Mediobanca nel 1991 e assunta nel 2003 la carica di vicedirettore generale, Nagel è alla guida dell’istituto milanese dal 2007 con il ruolo di direttore generale prima e l’anno successivo, nel 2008, come ceo, carica che ricopre tuttora. (riproduzione riservata)