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Da sinistra Philippe Donnet e Alberto Nagel
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Mediobanca-Generali, ecco le lettere per l’ops su Banca Generali. Sul tavolo gli accordi commerciali e la possibile rinuncia al lock-up

07 agosto 2025, 23:00 Ultimo aggiornamento: 08 agosto 2025, 08:27

MF-Milano Finanza ha letto le linee guida proposte da Mediobanca e la risposta del board del Leone. Piazzetta Cuccia offre una partnership decennale con Trieste e Banca Generali e la possibile rinuncia al lock-up sul 6,5%. Giovedì 21 assemblea in remoto anche per il cda. BlackRock al 5% della merchant

Il botta e risposta tra Mediobanca e il Leone sull’ops per Banca Generali è documentato da una serie di lettere che i due gruppi finanziari si sono scambiati nelle ultime settimane. MF-Milano Finanza è in grado di ricostruire queste interlocuzioni che potrebbero spianare la strada a un accordo commerciale sull’asse Milano-Trieste.

La posizione del cda di Generali

L’ultima missiva è quella di Generali di mercoledì 6 che ha fatto una chiara apertura alle «linee guida» proposte da Piazzetta Cuccia il 25 luglio. Il Leone – è scritto nel documento che MF-Milano Finanza ha letto - «ritiene che la stabilizzazione nel lungo periodo dei rapporti commerciali attualmente esistenti con Banca Generali, fatta salva ogni valutazione sull’effettivo termine di durata da effettuarsi nel corso del negoziato, sia un caposaldo del possibile progetto di futura operazione commerciale la cui eventuale finalizzazione, tuttavia, richiede chiarezza anche sugli assetti proprietari delle parti interessate».

Il documento risponde non solo alla lettera di Piazzetta Cuccia del 25 luglio, ma anche a un precedente scambio tra i due gruppi avvenuto il 12 giugno, quattro giorni prima dell’assemblea, poi rinviata in extremis dalla stessa Mediobanca, per il via all’ops.

Le linee guida proposte da Nagel


I dettagli delle «linee guida» proposte da Nagel il 25 luglio emergono dalle 26 pagine di documenti preparatori all’assemblea del 21 agosto che Piazzetta Cuccia ha messo a disposizione dei soci sull’ops per Banca Generali. È il primo riferimento pubblico a una trattativa finora tenuta riservata dai protagonisti: nella call sui conti di mercoledì, il ceo di Generali Philippe Donnet sul punto è stato abbottonatissimo.

Le linee guida si concentrano su quattro aree: bancassurance, asset management e advisory, insur-banking (cioè la distribuzione di prodotti bancari e finanziari tramite le agenzie) e outsourcing e servizi.

La struttura degli accordi commerciali

L’accordo commerciale ruota attorno ad alcuni principi generali: la struttura contrattuale tra il Leone e Banca Generali viene stabilizzata «per i successivi 10 anni dal perfezionamento dell’offerta» (tranne alcuni termini minori o diritti di recesso); Il secondo principio riguarda invece la possibile estensione alla rete di Mediobanca degli accordi già in essere (eccetto quelli di servizio) tra il Leone e Banca Generali.

Il terzo principio prevede «meccanismi volti a salvaguardare la stabilità commerciale degli accordi di asset management e, in piena conformità con la normativa applicabile, l’individuazione di meccanismi di protezione adeguati, inclusi determinati diritti di recesso in capo a Mediobanca rispetto all’accordo di bancassicurazione, che siano esercitabili in caso di cessazione degli accordi di asset management o di una riduzione significativa dei flussi commissionali derivanti a Banca Generali dagli stessi». È inoltre prevista, «nell’interesse di Generali, l’individuazione di meccanismi volti a preservare l’integrità del portafoglio assicurativo distribuito in base all’accordo di bancassicurazione».

Il quarto e ultimo principio delle linee guida proposte da Mediobanca sancisce il «mantenimento transitorio dei servizi previsti dagli accordi per un massimo di 24 mesi, o comunque fino al completamento delle attività di migrazione».

La possibile rinuncia al lock-up da 12 mesi

Nella lettera del 25 luglio Piazzetta Cuccia affrontava anche l’elemento chiave del lock-up di dodici mesi sul 6,5% di azioni proprie che il Leone in caso di adesione riceverebbe come corrispettivo per la propria quota di Banca Generali.

Inizialmente questo vincolo, anche se indigesto alla compagnia, era una delle condizioni di efficacia dell’ops. Ma ora Nagel ha fatto dietrofront: «Mediobanca ha segnalato a Generali la propria disponibilità a considerare l’eventuale rinuncia alla condizione di efficacia apposta all’offerta», è esplicitato nei documenti preparatori dell’assemblea. È l’unica condizione rinunciabile: come comunicato dall’istituto guidato da Alberto Nagel, tutte le altre condizioni di efficacia dell’ops devono essersi verificati entro il penultimo giorno dell’offerta.

L’assemblea sarà da remoto

Piazzetta Cuccia chiarisce poi le modalità con cui si svolgerà l’assemblea del 21: dopo aver tenuto l’assise a porte aperte per diversi anni, a causa della pausa ferragostana l’istituto ha scelto di tornare alla formula del rappresentante designato introdotta durante la pandemia. La comodità del collegamento da remoto viene estesa anche ai membri del board e del collegio sindacale.

Queste informazioni serviranno agli azionisti di Mediobanca per esprimere una valutazione il più informata possibile sulla prospettata alleanza. Tra questi, si è portato a oltre il 5% (dal 3,5%) il colosso americano BlackRock, storicamente vicino a Nagel. Ma l’assenza di un contratto vero e proprio potrebbe essere la leva dei soci dissenzienti per contrastare un’eventuale delibera di approvazione. (riproduzione riservata)



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