Senza convenienza e razionale. Così il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha bocciato di nuovo l'opas di Banca Mps. La riunione della banca guidata da Alberto Nagel si è tenuta nella mattina di giovedì 4 e si è conclusa dopo appena un'ora. «L'offerta risulta priva di razionale industriale nonché priva di convenienza per gli azionisti di Mediobanca», ha messo nero su bianco il cda e il nuovo corrispettivo «non è di per sé sufficiente, anche alla luce dei rischi di dissinergie e di distruzione di valore che caratterizzano l'offerta a mutare la precedente valutazione di non congruità e inadeguatezza».
A luglio gli advisor finanziari Centerview, Equita e Goldman Sachs avevano rilasciato le rispettive fairness opinion in merito alla assenza di congruità del prezzo offerto - che allora corrispondeva a 2,5 euro (ora salito a 2,618 euro) contro un valore attribuito dai tre advisor di 3,71 euro.
La valutazione dell’opas è stata approvata a maggioranza, con il voto contrario di Sandro Panizza e l'astensione del vice presidente Sabrina Pucci.
Il pronunciamento del cda di Mediobanca, un fatto dovuto dopo il rilancio di Mps, non è destinato a cambiare l’esito dell’operazione, che vede l’istituto senese con il mano più del 38,5% del capitale: è già stata superata la soglia minima del 35% che rende valida l’offerta stessa e garantisce il controllo di fatto a Mps su Piazzetta Cuccia.
Lunedì notte il board di Rocca Salimbeni ha deliberato di aggiungere una parte cash (pari a 0,9 euro per azione Mediobanca portata in adesione) al concambio in azioni (2,533 azioni Mps per azione Mediobanca). L'offerta termina l’8 settembre ma il mercato si aspetta una riapertura dei termini tra il 16 e il 22 settembre.
Intanto in borsa i titoli dei protagonisti della partita hanno chiuso in netto calo: Piazzetta Cuccia cede il l’1,88% mentre Rocca Salimbeni lascia il 2,29%. (riproduzione riservata)