A Tawila, nel Nord Darfur, decine di migliaia di sfollati in fuga da El Fasher e Zamzam cercano riparo in condizioni critiche, sovraccaricando le strutture sanitarie supportate da Medici senza frontiere, dove i ricoveri per malnutrizione sono decuplicati e i bisogni umanitari crescono ogni giorno. Nelle cliniche MSF ricoveri per malnutrizione aumentati di 10 volte, oltre 750 persone curate per ferite in 3 settimane, 100.000 litri d’acqua distribuiti ogni giorno.
A Tawila, in Nord Darfur, Sudan, continuano ad arrivare persone sfollate a seguito dell’attacco delle Forze di Supporto Rapido (RSF) contro il campo di Zamzam avvenuto ad aprile e degli scontri che continuano a intensificarsi a El Fasher. Migliaia di persone sono arrivate a Tawila in condizioni di estrema vulnerabilità, sovraccaricando i servizi di emergenza e nutrizione dell’ospedale da noi supportato nella città.
Si stima che decine di migliaia di persone vivano ora in rifugi improvvisati su terreni che solo poche settimane fa erano completamente disabitati. Il campo di Zamzam è stato classificato come area colpita da carestia nell’agosto 2024 e durante gli ultimi attacchi molte persone sono state gravemente ferite.
Nella settimana successiva all’afflusso, i ricoveri sono aumentati quasi di 10 volte: da una media settimanale di 6-7 a oltre 60, in prevalenza bambini provenienti da Zamzam, a dimostrazione dei gravi tassi di malnutrizione nel campo, dovuti dalla carestia.
"Nei primi giorni, riferiscono i rappresentanti di Mfs con Tiphaine Salmon coordinatrice infermieristica, il numero di pazienti in ospedale è quasi raddoppiato. Il pronto soccorso era stracolmo. A un certo punto avevamo 4 pazienti per ogni letto, non c’era più spazio. Molte persone avevano ferite da arma da fuoco o da esplosione – ne abbiamo curate 779 in 3 settimane, di cui 138 bambini. 187 erano casi gravi. Il più piccolo che ho visto era un neonato di 7 mesi, colpito da un proiettile che gli era entrato sotto il mento e uscito dalla spalla. Abbiamo anche ricevuto neonati di un solo giorno in condizioni di grave disidratazione. Molti bambini sono arrivati da soli, senza genitori – e molti genitori cercavano disperatamente i propri figli”.
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