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Adesioni in crescita di 730 mila a quota 17,3 mln e raccolta di 552.968.401 euro

Il terzo settore: una riforma per assegnare i fondi raccolti oltre la soglia di legge

12/05/2025 13:03

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Adesioni in crescita di 730 mila a quota 17,3 mln e raccolta di 552.968.401 euro

In Italia il 5 per mille raccoglie e distribuisce più risorse di quanto la legge preveda. Emerge dalle analisi dei dati relativi ai beneficiari del 5 per mille relativo al 2023 che evidenziano come questa formula sia un fondamentale mezzo di sostegno per diverse categorie di enti. Con il 5 per mille sono stati infatti distribuiti oltre 520 milioni di euro a circa 81.000 enti, tra cui associazioni, fondazioni, Comuni e istituzioni di ricerca. La maggior parte dei fondi è stata destinata a enti del terzo settore e onlus, seguiti dalla ricerca sanitaria e scientifica. Dall’analisi dei dati divulgati dall’Agenzia delle Entrate nel rapporto pubblicato il 27 giugno 2023, sono stati 17.335.628 i contribuenti italiani che hanno aderito al 5 per mille. Ciò vuol dire che si è registrata una crescita di adesioni pari a quasi 730.000 rispetto all’anno precedente. Una crescita che ha generato una raccolta totale di 552.968.401,89 euro. Il medesimo documento mette però in evidenza anche che l’importo effettivamente erogato è stato di 525 milioni di euro, in quanto questo rappresenta il limite massimo stabilito per legge. Il resto, poco meno di 28 milioni di euro, è rimasto congelato: fondi scelti, ma mai arrivati a destinazione. Il motivo? Il tetto di sbarramento stabilito dalla normativa. È per questa ragione che il terzo settore chiede da tempo una riforma, allo scopo di assegnare i milioni di euro che i cittadini hanno consapevolmente indirizzato ma che non sono stati distribuiti.

I fondi provenienti da questa formula non costituiscono infatti nessun costo aggiuntivo per i contribuenti, trattandosi non di donazioni dirette, ma di una quota del gettito fiscale che lo Stato andrebbe in ogni caso a incassare.
Nel 2023, i fondi raccolti attraverso il 5 per mille hanno raggiunto un numero straordinario di beneficiari. Secondo il report dell’Agenzia delle Entrate, sono stati oltre 80.800 gli enti iscritti negli elenchi ufficiali, di cui 58.870 appartenenti al terzo settore e onlus, 13.306 associazioni sportive dilettantistiche, 446 enti di ricerca scientifica, 106 enti di ricerca sanitaria, 177 enti impegnati nella tutela del patrimonio culturale, 24 gestori di aree naturali protette e 7.909 Comuni italiani.
È un panorama, dunque, ampio e variegato che investe numerosi settori della vita pubblica e civile.
Le previsioni per il 2024 sono altrettanto rosee e ciò significa che si rischia, ancora, di sforare il tetto imposto dalla norma. Per l’anno fiscale 2024, che sarà oggetto della dichiarazione dei redditi nel 2025, il pronostico parla di un gettito superiore ai 520 milioni di euro, con un’adesione uguale o superiore a quella dell’anno precedente. Sul volume effettivo di denaro che arriverà ai destinatari, come detto, penderà dunque ancora il tetto di sbarramento che congela risorse indirizzate alle varie associazioni o enti.
Ma andiamo a leggere, nel dettaglio, quali associazioni, enti e fondazioni compaiono sono i principali destinatari delle donazioni. In testa alla classifica c’è Emergency, che ha ricevuto 11.332.519 euro. Sostanziose andhe le risorse  destinate alla Fondazione Umberto Veronesi con 5.070.454 euro e al FAI, con 2.415.249 euro. I conflitti in corso hanno dunque fortemente orientato le scelte delle donazioni, come si evince dalla testa della classifica dove, con donazioni per oltre undici milioni di euro, compare Emergency, le cui attività sono destinate alle vittime civili delle guerre. Il mondo della ricerca scientifica continua, poi, a rappresentare uno dei settori più scelti per la destinazione del 5 per mille, vista la presenza di fondazioni come la Veronesi, la Rava e la Humanitas. In un momento storico di grande crisi e di importanti sfide sotto il profilo ambientale e climatico, non manca la voce green, rappresentata dal secondo posto del FAI, Fondo Ambiente Italiano.

Come detto, però, a fare rumore sono i fondi destinati ma non trasferiti. Il Forum del Terzo Settore, ma anche Agensir, agenzia di stampa promossa dalla CEI e da numerose realtà provenienti dalla società civile, chiedono con forza, in un documento indirizzato al governo e al Parlamento, una riforma per eliminare il tetto massimo che blocca la completa erogazione dei fondi, attraverso una riforma che riscriva la legge attualmente in vigore. Legge che, come detto, ha fermato un flusso di 27 milioni di euro non assegnati nel 2023.

 



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