L’incremento da dieci milioni di euro registrato nel corso dell’anno fiscale 2023 in relazione alle risorse destinate dai contribuenti italiani attraverso il 5 per mille ha avuto come maggiori destinatari i beneficiari che rientrano nella categoria degli enti del terzo settore e delle onlus. Il rapporto dell’Agenzia delle Entrate relativo alle scelte operate dagli italiani nella dichiarazione dei redditi, riporta, infatti, che 58.870 enti di questa tipologia hanno ricevuto, complessivamente, oltre 332 milioni di euro. Si tratta del 64% dell’intero importo disponibile. Il 5 per mille ha infatti premiato principalmente associazioni attive in campi come l’assistenza, l’educazione, la sanità e l’ambiente, naturalmente tutte iscritte al Runts, il registro unico nazionale del terzo settore o rientranti nell’anagrafe delle onlus.
I contribuenti italiani hanno scelto di destinare fondi significativi anche agli enti operativi nel campo dei progetti di medicina e biotecnologia, o negli studi di tipo universitario o accademico. Centosei soggetti operativi nel campo della ricerca sanitaria hanno infatti beneficiato oltre 83 milioni di euro, mentre quelli attivi nella ricerca scientifica (446 enti) hanno percepito quasi 70 milioni. Dalle scelte operate dai contribuenti per la destinazione del 5 per mille s’evince poi una discreta attenzione per gli enti locali che garantiscono servizi di prossimità, ovvero i Comuni. La loro presenza tra le categorie scelte nel corso dell’anno fiscale 2023 si traduce nella volontà dei cittadini di finanziare servizi per gli anziani, progetti educativi, o sostegno alle famiglie in difficoltà. Sono infatti oltre 15 milioni di euro destinati ai 7.909 Comuni italiani presenti nel rapporto divulgato dall’Agenzia delle Entrate. L'1% dei contribuenti ha scelto di destinare il proprio 5 per mille al comune di residenza. Le città con il maggior numero di scelte sono state Milano (7.362 scelte, per un totale di 421.220 euro); Roma (9.049 scelte, con 396.550 euro erogabili),, Torino (158.753 euro) e poi Bologna (107.400 euro), Verona (86.442 euro), Napoli (85.678 euro) e Firenze: 75.387 euro. Nella categoria degli enti locali si è distinto, clamorosamente, il Comune di Valdagno, in provincia di Vicenza, che ha ricevuto 75.387 euro grazie alla scelta di 2.896 contribuenti (su circa 25.000 abitanti), superando così città più grandi come Genova, Venezia e Padova.
Nel 2023, sono invece state 13.306 le associazioni sportive dilettantistiche che hanno ricevuto risorse provenienti dal 5 per mille: si tratta, complessivamente, di una somma di 17,8 milioni di euro. Risorse preziose che promuovono integrazione e sport anche in zone carenti di infrastrutture dove è fondamentale l'azione del mondo dell'associazionismo. Non sono invece state particolarmente performanti le associazioni operanti nella categoria della tutela ambientale e della promozione territoriale e culturale. Sono cifre decisamente più contenute, infatti, quelle che compaiono nella voce in questione: 2,8 milioni di euro, mentre 24 enti gestori di aree protette hanno raccolto in tutto circa 716.000 euro. Totalizzando 520 milioni di euro per circa 81.000 enti, scelti liberamente dai contribuenti attraverso la loro dichiarazione dei redditi, il 5 per mille si conferma uno strumento in costante crescita negli ultimi sei anni. Considerando, infatti il biennio precedenti la pandemia da covid 19, troviamo un tende in aumento dal 2018 al 2023, con le risorse destinate al 5 per mille aumentate progressivamente, passando da 470 milioni di euro nel 2018 a 520 milioni nel 2023. I dati mettono in evidenza anche l’aumento degli enti beneficiari cui le risorse sono state indirizzate: si è infatti passati da circa 67.000 nel 2018 agli oltre 80.000 nel 2023.
Ciò che invece non è cambiato rispetto a sei anni fa è la “classifica” delle categorie indicate dai contribuenti per la destinazione dei fondi: in cima alla lista dei più scelti c’è sempre, dal 2018 al 2023, il terzo settore, seguito dalla categoria dei soggetti operanti nel campo della ricerca scientifica e sanitaria.
La distribuzione delle scelte, analizzata su base regionale, mette in risalto una concentrazione significativa in alcune zone del Paese, legate anche al tasso di occupazione. La maggior parte In cima alla classifica la Lombardia, con 118.738 scelte, pari al 26% del totale nazionale, con un importo erogabile di circa 3,99 milioni di euro. A seguire il Veneto: 105.852 scelte (18%), per un totale di 2,79 milioni di euro; il Piemonte: 52.024 scelte (10%), con 1,47 milioni di euro erogabili, l’Emilia-Romagna con 48.108 scelte (9%), per 1,44 milioni di euro e poi Lazio: 24.385 scelte (6%), con 868.787 euro erogabili, Friuli Venezia Giulia: 25.785 scelte (4%), per 680.700 euro, Toscana: 22.835 scelte (4%), con 651.980 euro erogabili Fanalino di coda Basilicata e Molise.