Nel 5x1000 ci sono gli enti che raccolgono molto, quelli che raccolgono poco e quelli che, pur facendo lavoro prezioso, quasi non vengono intercettati dai contribuenti. È una dinamica inevitabile: quando la scelta passa attraverso una firma, contano la fiducia, la reputazione, la presenza nella memoria collettiva. In altre parole, conta anche la capacità di farsi riconoscere. I numeri lo mostrano con chiarezza. Nella classifica 2024 dei beneficiari, Fondazione AIRC resta il gigante del sistema: quasi 72 milioni di euro, molto più di qualunque altro soggetto. Seguono, tra i primi posti, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Emergency, Lega del Filo d’Oro, AIL, Istituto Europeo di Oncologia, Medici Senza Frontiere, FISM e Save the Children. Emergency raccoglie circa 10,6 milioni, AIL 8,7 milioni, Medici Senza Frontiere 7,8 milioni, Save the Children 6,8 milioni.
I grandi enti hanno marchi riconoscibili, campagne continuative, database efficienti, ma non vivono solo di 5x1000. AIRC ha costruito negli anni una presenza pubblica fortissima anche attraverso iniziative come le Arance della Salute e l’Azalea della Ricerca.
AIL ha fatto qualcosa di simile con le Stelle di Natale e le Uova di Pasqua che associano raccolta fondi, volontariato e riconoscibilità immediata.
Emergency ha legato la propria identità a cure gratuite, interventi in teatri di guerra e diritti, mentre Save the Children ha costruito campagne centrate sull’in- fanzia vulnerabile in Italia e nel mondo; la stessa organizzazione spiega che il proprio 5x1000 arriva in undici Paesi, Italia compresa. Medici Senza Frontiere punta sulla riconoscibilità dell’intervento medico nelle emergenze e dichiara una presenza in oltre 70 Paesi.
Da qui nasce la critica più immediata: i grandi fanno l’asso pigliatutto. In parte è vero. Un’associazione locale non dispone della stessa forza comunicativa, anche se magari è decisiva nel proprio quartiere. E nel 5x1000 l’invisibilità si traduce in casse meno pingui.
Le grandi organizzazioni però hanno più capacità operativa, più massa critica e maggiore possibilità di trasformare una firma fiscale in un intervento strutturato. Alla fine la leva è nelle mani di ciascun contribuente che può scegliere se sostenere un grande ente nazionale per contribuire a progetti di grande portata o guardare al proprio territorio e destinare il 5x1000 a una realtà vicina, magari meno famosa ma più direttamente legata alla vita della comunità.
Il 5x1000, quindi, non è solo una classifica di raccolta. È un esercizio di fiducia. Premia chi sa comunicare, certo. Ma offre anche al contribuente la possi- bilità di correggere il meccanismo, scegliendo consapevolmente tra notorietà nazionale e prossimità territoriale. La firma resta piccola. La differenza la fa il criterio con cui viene messa. (riproduzione riservata)