Il governo italiano sta facendo molto bene i compiti a casa, soprattutto per quanto riguarda politica fiscale e controllo della spesa pubblica. E questo, in un contesto in cui la Germania arranca, potrebbe portare lo spread a restringersi fin sotto i 100 punti base. A sostenerlo è Ales Koutny, international head of rates (il responsabile dei tassi) del colosso americano del risparmio gestito Vanguard, il secondo più grande al mondo per masse in gestione dopo BlackRock.
Domanda. La sostenibilità del debito pubblico italiano sta migliorando?
Risposta. Recentemente la situazione sul fronte del debito pubblico italiano si è stabilizzata grazie a una gestione fiscale più prudente. I mercati globali hanno reagito positivamente, con una crescente fiducia nelle prospettive economiche del Paese. La revisione al rialzo del pil e una gestione oculata della spesa pubblica suggeriscono che, se tali progressi continueranno, l’Italia potrebbe vedere un miglioramento del proprio rating creditizio entro la fine del 2026.
D. Come è messa l’Italia nel confronto con le altre grandi economie europee?
R. L’economia italiana è più simile a quella spagnola che a quelle di Francia e Germania. In particolare, il settore dei servizi e del turismo gioca un ruolo significativo nel pil, non solo quello dei Paesi periferici ma dell’intera Eurozona. Storicamente la Germania è stata il motore economico dell’Europa, ma la crisi energetica ha influito negativamente sul suo settore industriale. Di conseguenza i Paesi che fanno maggior affidamento sui servizi, come appunto l’Italia, stanno beneficiando di più della ripresa europea. Se i mercati del credito rimarranno stabili l’Italia potrebbe continuare a ridurre gradualmente il differenziale di spread con Germania e Francia nei prossimi anni. In particolare, c’è la possibilità che lo spread tra Btp e Bund si restringa fin sotto i 100 punti.
D. Guardando ai tassi, quali divergenze vede oggi tra Europa e Usa?
R. Negli Usa la Fed ha adottato un approccio deciso alla riduzione dei tassi. La scelta di 50 punti di taglio riflette l’intenzione della Fed di fare tutto il necessario per preservare la salute economica. In Europa la situazione è più complessa. Il mercato del lavoro è estremamente teso e l’inflazione di fondo rimane elevata, ma i dati sulla crescita continuano a peggiorare. La Bce era inizialmente orientata a un taglio trimestrale dei tassi, ma ora è attesa una riduzione a ottobre e dicembre, e si prevede che questa traiettoria proseguirà fino al 2025. L’economia, in particolare quella tedesca, è influenzata da un processo di deindustrializzazione, il che potrebbe costringere la Bce a spingere i tassi d’interesse sotto il tasso neutrale per stimolare la crescita. (riproduzione riservata)