Iniziano le trattative per modificare la Legge di Bilancio. La manovra inizierà l’iter con le audizioni alla commissione Bilancio del Senato il 3 novembre 2025 e le imprese italiane aspettano di capire se ci saranno cambiamenti su almeno alcune misure che le riguardano.
Innanzitutto, le cedole. La versione attuale della legge di bilancio prevede un aumento della tassazione sui dividendi al 24% per le imprese che detengono partecipazioni inferiori al 10% in altre società dal 1° gennaio 2026. La stretta, se confermata, dovrebbe generare un gettito fiscale stimato in 1 miliardo di euro. Tuttavia, è probabile che il Parlamento intervenga per riscrivere la norma, che ha suscitato malumori all’interno della maggioranza, in particolare in Forza Italia.
Con la formulazione attuale la regola creerebbe una doppia imposizione sugli utili delle imprese, portando il carico fiscale complessivo a superare il 57% in alcuni casi, ben oltre il tetto massimo imponibile del 44%.
Il secondo passaggio delicato è il contributo richiesto dal governo a banche e assicurazioni. La stima attuale è di oltre 4,4 miliardi di euro all’anno fino al 2028 che lo Stato otterrebbe tramite diversi provvedimenti: la sospensione delle Dta (Deferred Tax Asset), che dovrebbe portare nelle casse dello Stato 1,2 miliardi nel 2026 e 2,1 miliardi nel 2027; la stretta sulla deducibilità della svalutazione dei crediti; i limiti alla deducibilità degli interessi passivi; il taglio dell’aliquota sull’affrancamento delle riserve dal 33% a al 27,5%; l’aumento di due punti percentuali dell’Irap per banche e assicurazioni fino al 2028.
La misura ha suscitato un certo nervosismo nel settore, anche se il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta ha rilevato la buona condizione del sistema bancario italiano, sostenendo che il contributo incide in modo limitato sugli utili degli istituti. Su questo punto si è espressa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, al Tg 1, ha detto che non crede che il contributo subirà modifiche in Parlamento.
Il terzo punto dolente riguarda gli affitti brevi. La manovra riporta la cedolare secca al 26% la tassazione sulle locazioni brevi anche per la prima casa affittata (ora al 21%), escludendo solo chi non usa piattaforme di intermediazione come Booking.com o Airbnb. La modifica ha provocato tensioni nella maggioranza, con Forza Italia e Lega che si sono espresse contro il provvedimento, impegnandosi a intervenire in Parlamento.(riproduzione riservata)