La manovra 2026 taglia quasi 8 miliardi di aggravi fiscali a cittadini e imprese ma, con il gioco di equilibrio che ha caratterizzato sin dal primo giorno il ddl Bilancio, conta su 10,5 miliardi di entrate in più. Un dato significativo dato che complessivamente la legge di Bilancio di quest’anno - che esclusi colpi di scena dovrebbe ottenere oggi il via libera ufficiale dalla Camera dei deputati - vale complessivamente 22 miliardi.
I nuovi (o maggiori) prelievi fiscali pesano soprattutto su banche e assicurazioni. Le modifiche alla disciplina degli extra-profitti e il nuovo rinvio delle Dta per le banche valgono rispettivamente 1,65 e 1,5 miliardi di gettito nel 2026. Vanno poi sommati i 962,2 milioni che l’Erario otterrà in più il prossimo anno con l’aumento del 2% dell’Irap per banche e assicurazioni. Il mondo assicurativo contribuirà inoltre con quasi 1,5 miliardi di euro, versando un acconto dell’85% sul contributo sui premi delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti versato nell’anno precedente, nonché affrontando il rincaro al 12,5% dell’aliquota sulle polizze per infortuni al conducente e per assistenza stradale.
Restando nel mondo finanziario, a partire dal primo gennaio scatta il raddoppio dell’imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax, allo 0,2% per le cessioni su mercati regolamentati e allo 0,4% negli altri casi. L’esecutivo stima di ricavarne un gettito di 337 milioni di euro annui, ma il timore degli analisti è che la misura possa frenare l’attrattività e la competitività di Piazza Affari. Il restyling fiscale tocca anche le architetture societarie. Cambia infatti il regime dei dividendi delle holding, recependo la direttiva Ue «madre-figlia», lasciando la pressione fiscale all’1,2% sulle partecipazioni superiori al 5% o ai 500 mila euro. Per il fisco arriveranno 35 milioni in più l’anno. Inoltre la quarta manovra del governo Meloni alza a 300 mila euro la flat tax prevista per i Paperoni esteri che decidono di trasferirsi in Italia e raddoppia a 50 mila euro il forfettario per i familiari. Si parla di 14,5 milioni in più all’anno per lo Stato.
Guardando al mondo delle imprese, tra il giro di vite sulla rateizzazione delle plusvalenze e l’affrancamento straordinario delle riserve con il pagamento di un’imposta sostitutiva del 10% contribuiranno per oltre 911 milioni nel solo 2026.
Gli italiani dovranno fare i conti con l’aumento dei carichi fiscali nella loro quotidianità. L’aumento delle accise su sigarette e prodotti da fumo genererà 213 milioni di gettito aggiuntivo nel 2026, mentre il ricalibro delle accise sui carburanti porterà 552 milioni nelle casse pubbliche il prossimo anno. Dal 2026 scatta inoltre una tassa di 2 euro sui pacchi che valgono meno di 150 euro e che arrivano Paesi extra-Ue. Così il governo punta a scoraggiare il fast fashion e garantirsi 112,5 milioni in più all’anno.
Due altre novità riguardano gli italiani proprietari di terreni o immobili. Da un lato, viene innalzata l’aliquota al 21% (dal 18%) sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni, con un corrispettivo gettito extra di 240 milioni annui. Dall’altro lato, con l’aumento della cedolare secca al 26% dal secondo immobile messo sul mercato degli affitti brevi arriveranno nelle casse dello Stato 37,8 milioni in più nel 2026. (riproduzione riservata)