Un altro punto a favore di Maire nella controversia in corso con il gruppo russo EuroChem. L’azienda guidata dal presidente e azionista di maggioranza, Fabrizio Di Amato, e dal ceo, Alessandro Bernini, ha reso noto che la propria controllata Tecnimont ha ottenuto provvedimenti immediatamente esecutivi di sequestro di beni detenuti da EuroChem per un ammontare pari a 1,1 miliardi di euro.
Tali provvedimenti si basano sulle autorizzazioni ottenute dal Tribunale arbitrale Icc di Londra a sequestrare in ogni Paese i beni detenuti da EuroChem per, appunto, 1,1 miliardi. Ulteriori richieste di sequestro sono in corso presso varie giurisdizioni, ha aggiunto l’azienda.
Inoltre, Tecnimont ha visto riconosciuto dallo stesso Tribunale arbitrale il proprio diritto di adire le autorità giudiziarie di tutti i Paesi nei quali EuroChem detiene beni al fine di ottenere sequestri conservativi a garanzia degli ulteriori eventuali danni causati dalle recenti illegittime iniziative giudiziarie intraprese dal gruppo in Russia.
Il provvedimento del Tribunale arbitrale fa seguito alle numerose ordinanze arbitrali e alla sentenza dell’Alta Corte inglese che hanno dichiarato che le iniziative di EuroChem in Russia costituiscono una violazione della convenzione arbitrale.
Nel frattempo, con una sentenza dello scorso 18 dicembre, la Corte d’Appello ha confermato in toto la sentenza dell’Alta Corte inglese del 21 novembre che ha dichiarato l’illegittimità delle iniziative giudiziarie intraprese contro la controllata di Maire da EuroChem in Russia.
Maire ha fatto sapere che continuerà a perseguire ogni iniziativa a tutela dei propri diritti, e dei diritti delle sue controllate, in attesa della conclusione del procedimento presso il Tribunale arbitrale di Londra, prevista per il 2026.
A Piazza Affari il titolo Maire, dopo la buona notizia, ha spuntato in chiusura il 22 dicembre un progresso del 2,27% a 13,09 euro, risalendo verso il massimo storico toccato lo scorso 27 ottobre a 14,15 euro. Attualmente il consenso Bloomberg vede 7 rating buy, 1 hold e 1 sell con un target price medio a 14,16 euro che implica un poteziale upside del 9,5% rispetto alla quotazione attuale.
La notizia segue il contratto, annunciato venerdì 19 dicembre, della controllata Nextchem per un nuovo impianto di urea nella Cina orientale da parte di un importante produttore di fertilizzanti. Sebbene l’importo della commessa non sia stato divulgato, Mediobanca Research ritiene che rappresenti «un contributo limitato» al portafoglio ordini del gruppo, che alla fine di settembre ammontava a 13,9 miliardi di euro (con nuovi ordini per 5,8 miliardi nei primi 9 mesi del 2025).
«Dopo una crescita dei ricavi di quasi il +40% nel 2025 e un aumento più che proporzionale dell’ebitda, ci aspettiamo che Nextchem continui a rappresentare anche il prossimo anno un motore chiave di crescita redditizia per Maire. In ogni caso sul titolo manteniamo una raccomandazione neutral con un prezzo obiettivo a 13,10 euro», precisa Mediobanca Research. (riproduzione riservata)