skin track
Giovanni Maggi
Giovanni Maggi
Corporate Italia Leggi dopo

Maggi: i fondi pensione pronti ad investire di più in economia ma a due condizioni. Ecco quali

di Anna Messia
25 luglio 2026, 09:00 Ultimo aggiornamento: 09:36

Il presidente di Assofondipensione chiede cancellare la norma sulla libera portabilità del contributo datoriale e di rivedere il regime delle sanzioni a carico degli amministratori dei fondi

I fondi pensione, forti di oltre 80 miliardi di euro di asset che salgono a 150 miliardi tenendo conto dei preesistenti, potrebbero fare di più per investire in economia reale, come chiesto a più riprese dalla premier Giorgia Meloni. E sarebbero anche pronti a dare un sostegno per far crescere aziende tecnologiche italiane e europee, rispondendo alla sfida che arriva dagli Usa e dalla Cina. Ma un rilancio degli investimenti dei fondi pensione nell’economia reale italiana potrà aversi solo a due condizioni: «Bisogna cancellare la norma sulla libera portabilità del contributo datoriale e rivedere il regime delle sanzioni a carico degli amministratori dei fondi», dice a MF-Milano Finanza Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione.

Domanda. La riforma della previdenza complementare prevede la possibilità di trasferire la propria posizione individuale da un fondo pensione negoziale ad altra forma pensionistica privata portandosi dietro anche il contributo del datore di lavoro. Sembra che il governo intenda aumentare la concorrenza nel settore. Che cosa temete?

Risposta. La pretesa di una portabilità automatica del contributo del datore di lavoro a un fondo aperto e a un pip (una polizza previdenziale, ndr), concepita per stimolare la concorrenza tra forme pensionistiche complementari, lungi dal creare condizioni di parità e competitività tra le diverse forme complementari, negoziali e aperte, darebbe luogo ad una obiettiva discriminazione dei fondi negoziali che, com’è noto, non possono ricevere iscrizioni provenienti da ambiti diversi da quello contrattualmente definito e per questo sono anche definiti "chiusi". Sono associazioni senza scopo di lucro che, su mandato dei lavoratori, esercitano le scelte migliori per garantire la proficua gestione del capitale previdenziale con significative differenze di costo e di impatto sul montante finale, mentre i Fondi Aperti e i Pip sono forme di mercato.

D. Per ora c’è stato un rinvio della norma sulla portabilità da luglio ad ottobre, non vi basta?

R. Chiediamo che venga definitivamente cancellata. La pretesa di una libera portabilità del contributo datoriale non favorisce la sana concorrenza, ma ha invece l’effetto di indebolire i fondi negoziali, perché trasforma passività per natura trentennali in passività potenzialmente esigibili a breve termine: il fondo deve gestire il portafoglio come se una quota rilevante del patrimonio potesse essere richiesta in qualunque momento, il che impone di mantenere elevati livelli di liquidità e comprime strutturalmente la quota investibile in attività illiquide. A partire dal 2020, grazie anche al Progetto Economia Reale promosso da Assofondipensione con Cassa Depositi e Prestiti e Fondo Italiano d’Investimento, i fondi negoziali hanno assunto impegni crescenti in fondi di private equity, private debt e infrastrutture con focus domestico, portando gli investimenti in FIA a superare, in aggregato, i 2 miliardi di euro di commitment. Se la norma sulla portabilità del contributo del datore di lavoro non verrà eliminata, questo impegno non potrà aumentare.

D. Qual è il secondo ostacolo agli investimenti che chiedete di rimuovere?

R. Attiene al regime sanzionatorio e di responsabilità che grava sugli organi di amministrazione e controllo dei fondi. L’attuale impianto, che espone gli amministratori a sanzioni amministrative di importo massimo assai elevato e a profili di responsabilità personale anche a fronte di scelte di investimento assunte con piena diligenza procedurale, genera una razionale avversione al rischio che si traduce nella preferenza sistematica per gli strumenti più liquidi, trasparenti e standardizzati. L’investimento in mercati privati, che per definizione comporta valutazioni complesse, orizzonti lunghi e possibilità di esiti negativi su singole operazioni, è quello che più risente di tale assetto. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza