Se l’ops di Mediobanca su Banca Generali andrà in porto, nascerà un gruppo strutturalmente diverso. Infatti oltre il 50% dei profitti arriverebbe dal risparmio gestito rendendo Piazzetta Cuccia molto più simile al modello di Banca Mediolanum o FinecoBank piuttosto che alla storica investment bank o a una banca commerciale.
Ecco perché, ragiona Equita Sim (advisor di di Piazzetta Cuccia in questa operazione) in un report dedicato all’ops di Mediobanca su Banca Generali, il prezzo obiettivo si alzerebbe dagli attuali 19,5 a 22 euro. Ovvero il 18% in più rispetto al valore oggi del titolo (17,6 euro), che viaggia sopra la valorizzazione di Mps che a sua volta ha lanciato un’ops su Mediobanca a 15,992 euro. E ora il differenziale si è allargato tanto che la banca senese dovrà mettere in conto di pagare un miliardo circa di euro in più per aggiudicarsi l’investment bank. Senza contare possibili rilanci in contante.
Mediobanca vorrebbe aggiudicarsi Banca Generali tramite scambio azionario, pagando con il 13% di azioni delle Assicurazioni Generali che ha storicamente in portafoglio e che valgono 6,3 miliardi. Equita nota che la valutazione implicita che emerge è di un rapporto prezzo-utili (adjusted atteso al 2026) di 15,4 volte, che scenderebbe a 9,8 includendo le sinergie a regime. Il senso industriale dell’ops è la nascita di un «leader italiano del wealth management», mentre il «forte razionale strategico» sotteso all’operazione è quello di «rafforzare il modello di banca integrata nel Private & Investment Banking con oltre 210 miliardi di masse totali gestite (Tfa), accelerando la crescita nel wealth management e mantenendo il focus sulla clientela private e di fascia molto alta di mercato (High Net Worth Individuals, ndr)».
Sono attese sinergie per 300 milioni di euro l’anno (50% di costo, 28% dai ricavi, 22% dal funding) a fronte di costi di integrazione per 350 milioni che dovrebbero portare il nuovo gruppo ad avere una redditività (Rote) di oltre il 20% e comportare una crescita dell’utile per azione (eps) di oltre il 20% a regime a fronte di una filosofia di distribuzione agli azionisti invariata che nelle attese di Equita dovrebbe rendere (yield) il 22% nei prossimi 18 mesi, mantenendo un indice di solidità patrimoniale (Cet 1 ratio) attorno al 14%.
La combinazione di Mediobanca con Banca Generali cambierebbe, come si è visto, la tipologia di profitti, con il risparmio gestito che inciderebbe dal 17% attuale al 54%, con un «potenziale chiaro re-rating», calcola Equita. Ovvero, post ops, il gruppo scambierebbe ad un rapporto prezzo-utili di 9,2 volte, che si confronta con la media di settore del risparmio gestito italiano di 12,5 volte, dato che vede da un lato FinecoBank a 17,6, Banca Mediolanum a 10,8 e Azimut a 8,1. Secondo Equita, l’operazione avrebbe ricadute positive anche per le Assicurazioni Generali, visto che Banca Generali «sarebbe valorizzata a condizioni interessanti, aprendo la strada a un potenziale rafforzamento dell’accordo commerciale su una rete più ampia». Al contrario, Mps si troverebbe in «difficoltà: l’ops comporterebbe rischi maggiori di esecuzione, ovvero un’ulteriore erosione di capitale ed elevati costi di mancate sinergie». Mps, dal canto suo, ha confermato di voler procedere con la propria offerta. (riproduzione riservata)