E' lunedì nero la la Cina. Alle ore 7:10 italiane l'Hang Seng perde il 4,25% portandosi ai minimi dal 2016, Shanghai il 2,10%, mentre il Nikkei sale dello 0,6%. L'oro ritraccia dello 0,4% a 1.977 dollari per oncia, mentre il petrolio Wti americano lascia sul terreno il 2,52% a 106 dollari il barile. L'euro viaggia poco mosso, lo yen cede lo 0,4% a 117,8, mentre il T bond Usa, nella settimana del meeting della Fed vede il rendimento alzarsi dal 2% al 2,04%. I futures su Wall Street (S&P 500) sono positivi dello 0,75%.
Ad abbattere la Cina due temi: da un lato il dato sui prestiti di febbraio, in decisa contrazione e sotto le attese, dall'altro la paura di un delisting delle società cinesi quotate negli Usa a causa delle tensioni geopolitiche sulla guerra in Ucraina, che vedono Pechino molto vicina alla Russia. A questo bisogna aggiungere i lockdown imposti dal governo su Hong Kong e ora anche su Shenzhen.
Sul tema tech, oggi l'autorità di regolamentazione del cyberspazio cinese ha emesso una nuova serie di bozze di misure con lo scopo di tutelare i minori, chiedendo alle piattaforme di gioco online e ai live streaming di creare una "modalità giovanile" per i minori. I prestiti alle famiglie, per lo più mutui, hanno subito un raro caso di contrazione lo scorso mese per 336,9 miliardi di yuan, rispetto agli 843 miliardi di yuan di gennaio, a indicare la continua debolezza del mercato immobiliare, un importante motore di crescita economica (incide per circa il 28% del Pil).
Nel frattempo, la Russia ha chiesto alla Cina attrezzature militari per sostenere l'invasione in Ucraina, ha detto un funzionario statunitense, suscitando preoccupazione, in seno alla Casa Bianca, che Pechino possa minare gli sforzi per aiutare le forze ucraine a difendere il loro Paese. Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, che oggi incontrerà il principale diplomatico cinese, Yang Jiechi, a Roma, ha avvertito che Pechino pagherà "assolutamente" le conseguenze se intende aiutare Mosca a eludere le sanzioni imposte dall'Occidente.
La Cina ha messo in lockdown 17,5 milioni di abitanti di Shenzhen per almeno una settimana, cercando di fermare un crescente focolaio di Covid-19 dopo che i casi di virus a livello nazionale sono raddoppiati a quasi 3.400 durante il fine settimana. Lo scrive Bloomberg, secondo cui le misure restrittive sarano accompagnate da tre round di test in tutta la città. Una riacutizzazione del virus a Shanghai ha anche visto la maggior parte delle scuole tornare alle lezioni online considerate le restrizioni imposte ai viaggi in città. A Hong Kong, il governo ha spiegato che circa 300mila persone sono in isolamento o in quarantena.
Le banche cinesi hanno erogato nuovi prestiti per 1.230 miliardi di yuan (195 miliardi di dollari) a febbraio, in forte calo rispetto al record di 3.980 miliardi di gennaio e al di sotto delle aspettative degli analisti, secondo i dati diffusi dalla Banca popolare cinese (PboC). Un calo a febbraio era previsto dato che le banche cinesi tendono ad anticipare i prestiti all'inizio dell'anno per conquistare quote di mercato. Gli analisti intervistati da Reuters avevano previsto che i nuovi prestiti in yuan sarebbero scesi a 1.490 miliardi, ma il conteggio finale è stato inferiore persino rispetto ai 1.360 miliardi di yuan del febbraio 2021, quando l'economia si stava riprendendo dalla crisi indotta dalla pandemia.
"La crescita del credito è stata molto più debole del previsto il mese scorso, invertendo gran parte dell'accelerazione vista in precedenza", ha scritto in una nota Julian Evans-Pritchard di Capital Economics. "Questo suggerisce che saranno necessarie più misure di allentamento per raggiungere gli obiettivi politici che sono stati recentemente definiti durante il Congresso nazionale del popolo". I prestiti alle famiglie, per lo più mutui, hanno subito una rara contrazione di 336,9 miliardi di yuan a febbraio.
Ting Lu, capo economista cinese di Nomura, ha spiegato che questo forte calo dei prestiti alle famiglie a medio e lungo termine è stato il primo da quando i dati sul settore hanno iniziato ad essere pubblicati nel 2007 e in linea con una contrazione del 40% delle vendite di nuove case dei primi 100 gruppi immobiliari nel bimestre gennaio-febbraio. I prestiti alle imprese sono scesi a 1.240 miliardi di yuan dai precedenti 3.360 miliardi. (riproduzione riservata)