Il token del momento è Luigi. Questo pezzo è stato chiuso alle ore 20 di martedì 10 dicembre e in quel momento Luigi era stato lanciato da 24 ore. In questo brevissimo lasso di tempo ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 14 milioni di dollari. La precisazione dell’orario è fondamentale perché di solito questi fenomeni durano meno di 24 ore, poi scompaiono nel nulla. Vedremo che cosa succederà questa volta.
Ma che cosa è Luigi? Una meme coin? Ne ha tutte le caratteristiche, visto che ha come logo la foto di un giovane sorridente e con il cappuccio in testa. Una foto che ha fatto il giro del mondo perché il giovane in questione è Luigi Mangione, arrestato con l'accusa di avere ucciso Brian Thompson, ceo della compagnia assicurativa UnitedHealthcare. E subito sorge la domanda: comprare Luigi vuol dire che si è d'accordo con il suo sciagurato gesto? Oppure siamo alla speculazione pura, indifferente a preoccupazioni di altro genere, che ha semplicemente cercato di cavalcare quella che considera una brillante idea di marketing?
Di certo il caso farà discutere, sempre che il token duri più delle consuete 24-48 ore, e porterà acqua al mulino di chi vuole regolamentare il settore cripto al punto di farlo soffocare (ipotesi ormai da scartare negli Stati Uniti, visto che la prossima amministrazione Trump è compattamente a favore delle criptovalute).
Resta il fatto che ormai da qualche tempo ciascuno può lanciare il proprio token. Grazie ai progressi tecnologici, i costi sono irrisori, bastano al massimo 10 dollari (volendo anche meno) e ognuno può prendersi la soddisfazione di avere una moneta con il suo nome. Un po’ come ha fatto Luigi XIII re di Francia nel 1640, quando ha deciso di sostituire il franco con i luigi. (riproduzione riservata)