A giugno 2026 Lufthansa eserciterà l’opzione per salire dall’attuale 41 al 90% di Ita Airways, che nel frattempo ha chiuso il primo bilancio in utile con un risultato netto di 209 milioni di euro. Stavolta l’assegno che il gruppo guidato dal ceo Carsten Spohr staccherà, da circa 325 milioni di euro, andrà direttamente all’azionista pubblico, ossia il ministero dell’Economia. Si tratta di una cifra analoga a quella versata come aumento di capitale per l’acquisizione del primo 41%.
La novità è che Lufthansa si prepara a prendere il controllo di Ita potendo contare anche su un’operazione all’ordine del giorno dell’assemblea degli azionisti, in calendario per il 12 maggio: la creazione di un «nuovo capitale autorizzato A 2026» per un importo di 920 milioni di euro, pari al 30% del capitale sociale. Si tratta di una leva di flessibilità che consente maggiore libertà di movimento al gruppo tedesco per cogliere opportunità di crescita e rafforzare la struttura patrimoniale.
Nel dettaglio, la delibera attribuisce al consiglio di amministrazione, con il consenso del consiglio di sorveglianza (atteso entro l’11 maggio), la facoltà di aumentare il capitale in una o più volte entro il limite di 920 milioni di euro mediante emissione di nuove azioni nominative senza valore nominale e a fronte di conferimenti in denaro o in natura. La delega include anche la possibilità di escludere il diritto di opzione degli azionisti: in particolare per aumenti di capitale in contanti a condizioni di mercato entro il limite del 10% del capitale, per servire strumenti finanziari convertibili o con opzioni e - qui il punto interessante - «per operazioni straordinarie quali acquisizioni, fusioni o conferimenti di beni e partecipazioni in imprese». Per questo il mercato lega l’operazione all’imminente salita nel capitale di Ita Airways.
Intanto il 2025 - come risulta dal bilancio di Lufthansa - è stato il primo anno in cui la compagnia italiana aerea è stata consolidata nei conti, con effetti positivi per l’azionista tedesco. Per esempio, il risultato derivante dagli investimenti azionari in Passenger Airlines è stato pari a 124 milioni di euro rispetto agli 86 dell’esercizio precedente, anche grazie a Ita Airways, «in particolare per effetto dei tassi di cambio». Anche l'incremento del risultato delle joint venture contabilizzate con il metodo del patrimonio netto deriva principalmente dal contributo pro-quota di Ita.
Guardando invece direttamente ai conti della compagnia italiana, il 2025 si è chiuso con un utile netto di 209 milioni di euro. Positivo per il secondo esercizio di fila il risultato operativo: 25 milioni (+22 milioni rispetto all’esercizio precedente). Crescita del 2,7% a 2,8 miliardi di euro per il traffico passeggeri (16,2 milioni quelli trasportati). In miglioramento anche l'ebitda, salito di 67 milioni di euro rispetto all'anno precedente. (riproduzione riservata)