In casa De Agostini si punta a completare il rinnovo della governance in Dea Capital Real Estate entro la pausa estiva. A fine maggio è stato individuato il nuovo presidente, ruolo che è andato all’ex direttore immobiliare di Cdp Giancarlo Scotti, ma resta da individuare il nuovo amministratore delegato. La poltrona è scoperta da inizio maggio, dopo le dimissioni del ceo Emanuele Caniggia.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Egon Zehnder ha messo sul tavolo della sgr del gruppo di Novara (che gestisce oltre 12 miliardi di masse con 50 fondi immobiliari) una short list di cui fanno parte Sergio Iasi e Guido Lombardo. Secondo più fonti sarebbero anche i due nomi su cui verterà la scelta del gruppo De Agostini.
Salernitano, classe 1958, Iasi ha un profilo da ristrutturatore: oggi è presidente delle risanate Officine Maccaferri, in passato è stato in prima linea nella trasformazione di Prelios (ex Pirelli Re) e nella complessa manovra su Trevi, portata in salvo con l’intervento di Cdp. Come co-fondatore di Itaca Equity Holding, al fianco di Giovanni Tamburi, ha spostato il focus anche sul private equity. Ex Morgan Stanley e Fortress, Lombardo invece è un manager con lunga esperienza nel mondo npl: protagonista nel 2021 della nascita di Gardant, oggi è senior advisor di Dovalue.
Il rinnovo della governance in Dea Capital Re è conseguente ai rilievi che Bankitalia ha mosso a fine aprile alla sgr sull’antiriciclaggio riscontrando carenze nella gestione dei rischi. Dopo la nomina di Scotti come presidente di garanzia, la sgr ha rispettato le prescrizioni richieste e, con la nomina del nuovo ceo, sarebbe anche imminente il deposito con le linee guida sul piano di azione (dopo una proroga) con i rimedi richiesti da Via Nazionale. Il piano è implementabile poi sino a fine anno.
Intanto però Dea Capital Re registra il passo indietro di Poste sui fondi della logistica, oggi affidati alla sgr del gruppo De Agostini. L’intervento di Banca d’Italia dà di fatto agli investitori che hanno scelto Dea Re di cambiare sgr senza penalizzazioni. Poste avrebbe deciso di revocare il mandato di gestione (su 700 milioni di euro di immobili), ma non lo avrebbe ancora formalmente riassegnato. Il colosso pubblico starebbe valutando se indire una nuova gara o darlo a Generali Re, seconda classificata nella gara del 2024. (riproduzione riservata)