I mercati asiatici si muovono positivi, venerdì 26 dicembre. Alle ore 7:20 italiane, il Nikkei sale dello 0,5% e Shanghai dello 0,3%, mentre Hong Kong è chiusa per la festività del Boxing Day. I metalli preziosi, intanto, proseguono il rally.
In Giappone, l’indice Nikkei 225 è trainato dai titoli tecnologici. Tra i principali rialzi spicca il colosso SoftBank, in crescita del 2,9%, che interrompe una serie negativa di tre sedute. Advantest, invece, fornitore di apparecchiature per test sui semiconduttori, sale del 2,65%, mentre Lasertec dell’1,57%.
L’oro corre anche venerdì di oltre l’1% toccando un nuovo massimo storico a 4.543 dollari l’oncia. E anche l’argento continua a salire dopo il record di mercoledì, avanzando del 4% oggi al nuovo massimo storico di 75,1 dollari l’oncia. Da inizio anno l’oro ha guadagnato oltre il 71%, mentre l’argento segna un +158%. I metalli hanno beneficiato nel 2025 di un clima di forte incertezza sugli asset più rischiosi, tra timori di una bolla sull’intelligenza artificiale e dubbi sui futuri tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.
L’indice Shanghai Composite è salito venerdì fino allo 0,4% a circa 3.975 punti, il livello più alto da oltre un mese, estendendo la serie positiva a otto sedute consecutive, la più lunga da luglio. Lo Shenzhen Component ha guadagnato l’1%, raggiungendo i massimi degli ultimi due mesi a 13.657 punti, sostenuto dai segnali della People’s Bank of China su possibili allentamenti monetari nel breve termine.
Goldman Sachs ha evidenziato l’approccio prudente della banca centrale cinese, come delineato nel comunicato del Comitato di politica monetaria del quarto trimestre. Gli investitori restano in attesa della conclusione della riunione del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo per eventuali nuovi segnali di supporto politico. Tra i titoli migliori: Byd (+5,6%), Ping An Insurance (+1,1%), East Money Information (+1,6%) e Zijin Mining Group (+4%).
Lo yuan offshore (la valuta cinese scambiata fuori dal Paese) si è rafforzato intorno a quota 7 per dollaro venerdì, estendendo i guadagni per la terza seduta consecutiva e raggiungendo il livello più forte da oltre 15 mesi. Il movimento riflette la risposta degli investitori ai segnali di una guida politica graduale e controllata da parte delle autorità.
La Cina ha fissato il tasso di riferimento giornaliero dello yuan ben al di sotto delle attese di mercato, con un divario record, a conferma della strategia della banca centrale di favorire un apprezzamento ordinato della valuta. L’obiettivo è sostenere gli esportatori, regolare i flussi di capitale e mantenere la stabilità dei mercati. Secondo China International Capital Corporation, lo yuan dovrebbe restare stabile nel 2026, bilanciando crescita interna, stabilità dei pagamenti esteri e promozione dell’uso internazionale della valuta.
La produzione industriale giapponese è scesa del 2,6% su base mensile nel novembre 2025, invertendo il +1,5% di ottobre e risultando peggiore delle attese (-2,0%), secondo quanti emerge dai dati preliminari. Si tratta del calo più marcato da gennaio 2024, riflesso di una domanda estera più debole a fine anno e di aggiustamenti delle scorte. Le vendite al dettaglio hanno rallentato, pur superando le stime. (riproduzione riservata)