Lexroom, la startup italiana che ha costruito una piattaforma AI dedicata agli avvocati, ha chiuso un round di serie B da 50 milioni di dollari, a soli otto mesi di distanza dal round di serie A da 19 milioni. Il round è stato guidato da Left Lane Capital ed è partecipato da Base10 Partners (che aveva guidato il round di serie A), Eurazeo, Acurio Ventures, Entourage e View Different.
In totale i capitali raccolti dai tre founder – Paolo Fois (ceo), Martina Domenicali (cro) e Andrea Lonza (cto) – salgono così a oltre 73 milioni totali. Risorse che verranno utilizzate per accelerare l’espansione in Europa, a partire da Germania e Spagna. Il target che i tre founder si erano posti a fine 2025 era di lanciare un nuovo Paese ogni tre mesi: gli indiziati come prossimi target potrebbero essere la Francia e il resto dell'area Dach. La soluzione intanto è già utilizzata da oltre 8 mila studi legali e team legali aziendali.
Lexroom nasce con un approccio ben preciso: partire a costruire l’AI legale dai dati e non dal fine-tuning di Llm generalisti, che hanno portati già a oltre 1.300 casi di allucinazioni. Tramite un’infrastruttura proprietaria di oltre 6 milioni di fonti legali verificate, Lexroom ha costruito un modello data-first.
I numeri raccontano come il prodotto stia entrando nella quotidianità degli studi che hanno adottato la soluzione: 65% degli utenti usa Lexroom ogni giorno, mentre il 94% ogni settimana. Come aveva raccontato Milano Finanza a febbraio, Lexroom aveva già raggiunto i 10 milioni di ricavi ricorrenti a fine 2025 e si era posta come obiettivo di raggiungere i 40 milioni entro fine 2026, di cui 10 milioni generati all’estero.
«Quando abbiamo fondato Lexroom, due cose erano immediatamente chiare: gli avvocati avevano bisogno di un modo migliore di lavorare, e gli Llm potevano fornirlo. Il tassello mancante erano i dati: leggi sempre aggiornate, giurisprudenza rilevante e atti processuali. I paesi di civil law hanno bisogno di un motore legale AI che ragioni a partire dai dati. Sono entusiasta di collaborare con il team di Left Lane per costruire il motore AI alla base del settore legale», ha dichiarato Fois, ceo di Lexroom.
«Paolo, Martina e Andrea hanno realizzato qualcosa di raro: un prodotto enterprise con il livello di engagement di una app consumer, in un mercato che si muove ancora per comitati e delibere. Ciò che ci ha conquistato è la capacità di Lexroom di permettere agli avvocati di costruire uno studio più solido, servendo i propri clienti con maggiore cura ed efficacia, e trasformando l'AI in un alleato, non in un avversario», ha aggiunto Paddy Dillon, vicepresidente di Left Lane Capital. (riproduzione riservata)