Lo sbarco in un nuovo Paese europeo ogni tre mesi, il target di quadruplicare i ricavi ricorrenti a 40 milioni di euro e di più che raddoppiare, da 90 a 200, la dimensione del team.
Nel 2026 la corsa di Lexroom, scale-up milanese di Intelligenza Artificiale per il settore legale, vuole accelerare ancora visti i target ambiziosi che si sono posti i tre co-founder: Martina Domenicali (chief revenue officer), Paolo Fois (ceo) e Andrea Lonza (cto).
Nata tra il 2023 e il 2024 dall’incontro dei tre co-founder italiani under 30 all'interno di Vento, il venture builder italiano del gruppo Exor, Lexroom vuole agevolare la ricerca giuridica, la redazione di atti e documenti e la revisione degli stessi tramite l’AI.
La forza della soluzione proposta è che si basa su un’infrastruttura data-first, fondata su oltre 6 milioni di fonti normative e giurisprudenziali certificate. L’AI della scale-up milanese, quindi, non genera risposte su base statistica pura, ma opera su un sistema di retrieval proprietario che integra dataset verificati, riducendo drasticamente il rischio di allucinazioni.
Domenicali, Fois e Lonza hanno ribaltato l’assunto delle startup internazionali attive nello stesso settore e valutate già qualche miliardo di dollari: il target non sono i grandi studi legali con soluzioni tailor-made, ma i piccoli e medi studi legali che in Italia, come in tanti altri Paesi europei, rappresentano la base del mercato.
I numeri gli stanno dando ragione: nel 2025 Lexroom ha chiuso l’anno con un fatturato intorno ai 3 milioni ma, soprattutto, ha moltiplicato per oltre 12 volte i ricavi ricorrenti, arrivando a 10 milioni in soli 18 mesi e diventando una delle realtà SaaS (software-as-a-service) a più alta crescita al mondo.
Numeri possibili grazie a una base clienti già molto ampia: oltre 7 mila studi hanno in essere un abbonamento annuale o pluriennale con la scale-up milanese, di cui circa 6.500 sono realtà composte tra uno e dieci professionisti, con un pricing medio intorno a 1.500 euro all’anno. La retention è al 93%, la net revenue retention supera il 120% e quasi due clienti su tre (65%) utilizzano Lexroom quotidianamente. Cifre che testimoniano la fedeltà dei clienti al prodotto.
L’ambizione nel 2026 è di proseguire la scalata, arrivando a 40 milioni di ricavi ricorrenti, di cui 10 all’estero, conquistando quote di mercato in tutta Europa grazie al prodotto già competitivo e mettere così le basi per dare vita a un player continentale. Lexroom è già sbarcata in Spagna e Germania, dove ha già iniziato a raccogliere i primi clienti.
L’obiettivo, come detto, è di lanciare un nuovo Paese ogni tre mesi: gli indiziati come prossimi target potrebbero essere la Francia e il resto dell'area Dach. Per ora il focus resta sugli studi legali, nonostante il mondo enterprise abbia già mostrato interesse: Satispay, Banca Mediolanum e Fastweb, per fare qualche esempio, sono già tra i clienti di Lexroom.
Le risorse per l’espansione non mancano. A settembre la scale-up milanese ha chiuso un round di serie A da 16 milioni guidato da Base 10 (venture capital americano che in Italia ha puntato anche su Jet Hr), portando la raccolta complessiva a 20 milioni. Nonostante l’anno di forte crescita, inoltre, la scale-up milanese ha bruciato solo 500 mila euro di cassa nel 2025.
L’interesse sul mercato per investire in Lexroom resta forte e, nonostante non ci sia necessità di iniettare nuovi capitali a stretto giro, i fondatori potrebbero anche optare per un nuovo round, qualora si presentasse la giusta opportunità per raccogliere altre risorse e includere nella compagine sociale nuovi partner di alto livello. (riproduzione riservata)