Il ceo di Leonardo, Roberto Cingolani, è convinto che l’Europa riuscirà a mettere insieme grandi campioni industriali della difesa in grado di competere con Stati Uniti e Cina. Allo stesso tempo, però, vuole sfruttare attraverso la controllata Leonardo Drs tutti gli spazi per crescere sul mercato Usa. «Non ho dubbi che in futuro l’Europa troverà il modo di consolidare l’industria della difesa attraverso fusioni e acquisizioni», ha detto in un’intervista a Bloomberg Tv, «Tuttavia sarà un processo graduale, e il primo passo è rappresentato da partnership e joint venture».
Leonardo ne ha già parecchie all’attivo, e ha allo studio anche la collaborazione con Airbus e Thales per creare un polo europeo dello spazio e dei satelliti, pensato per competere con la SpaceX di Elon Musk. Nel frattempo, è partita la joint venture con il colosso tedesco Rheinmetall per modernizzare la flotta italiana di veicoli blindati e, in prospettiva, creare il carro armato europeo. L’intesa potrebbe estendersi all’acquisizione della divisione difesa di Iveco per sviluppare mezzi militari, per la quale Cingolani conferma l’interesse.
Secondo Cingolani, «l’Europa è ancora troppo frammentata, con un eccesso di piattaforme e 27 eserciti nazionali», quindi «è necessario creare uno spazio comune per la difesa per rafforzare la credibilità dell’Europa all’interno della Nato, in un momento in cui le pressioni geopolitiche, dalla guerra in Ucraina alle richieste degli Usa per maggiori spese, si fanno sempre più intense».
Quanto ai programmi di caccia di nuova generazione, dai costi miliardari, come il Tempest al quale Leonardo collabora insieme a Bae Systems e a un conglomerato di aziende giapponesi, Cingolani si è detto favorevole a possibili convergenze tra progetti concorrenti, pur lasciando la decisione finale ai governi coinvolti.
«Siamo quasi in un’economia di guerra», ha e le industrie della difesa devono essere pronte a sostenere investimenti a pieno regime per affrontare le nuove minacce». Ma il gruppo italiano guarda anche alle opportunità di crescita sul mercato statunitense grazie alla controllata Leonardo Drs.
«Stiamo lavorando con gli Stati Uniti su temi strategici», ha detto Cingolani, anche alla luce dell’aumento del budget militare promosso da Donald Trump. Il piano di crescita oltreoceano prevede l’espansione delle attività di produzione. (riproduzione riservata)