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Leonardo: in attesa dei conti

14 febbraio 2024, 09:05 Ultimo aggiornamento: 09:08

Focus sui titoli della difesa, Leonardo compreso, dopo che il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha dichiarato che le aziende del settore possono contare sul fatto che il suo governo aumenterà la spesa militare e rispetterà l'impegno di destinare il 2% del pil alla Nato. Ma soprattutto Scholz ha detto che l'industria della difesa tedesca ed europea deve passare alla produzione di massa di armi, poiché la guerra in Ucraina ha mostrato come i produttori europei fanno fatica a soddisfare la domanda di munizioni. «Dobbiamo passare dalla manifattura alla produzione su larga scala di equipaggiamenti per la difesa», ha sottolineato Scholz, aggiungendo che «non solo gli Stati Uniti, ma tutti i paesi europei devono fare ancora di più per sostenere l'Ucraina. Le promesse fatte finora non sono sufficienti. Il potere della Germania da solo non è sufficiente».

 


Gli esperti di Banca Akros ricordano che è previsto che i paesi della Nato, esclusi gli Stati Uniti, aumentino la loro spesa per la difesa di 46 miliardi di euro nel 2024 (+13% anno su anno); la sola Germania investirà circa 78 miliardi quest’anno, ma dovrebbe investirne 85 miliardi se volesse raggiungere il 2% del pil. Per quanto riguarda l'Italia, spenderà circa 27,5 miliardi nel 2024, mentre il target del 2% implicherebbe una spesa di 38 miliardi. Per questo gli analisti di Banca Akros continuano a ritenere che lo scenario di riferimento per l'industria della difesa in Europa rimanga «incredibilmente favorevole» e non escludono che l’Europa aumenti ulteriormente la pressione sulla spesa per la difesa nel caso in cui le forze russe avanzino in Ucraina e rompano il fronte nella regione di Adviika, una roccaforte strategica, forse più importante di Bakhmut, uno scenario che probabilmente si concretizzerà presto. 

 


Per questo e non solo Banca Akros oggi, 13 febbraio, ha alzato il target price sul titolo Leonardo da 18 a 21 euro, ribadendo il rating buy. La banca d’affari si aspetta anche sorprese positive dai conti del quarto trimestre del 2023 del gruppo guidato da Roberto Cingolani. I risultati preliminari verranno pubblicati il prossimo 29 febbraio. Il quarto trimestre è il trimestre più forte dell'anno per motivi stagionali: in media in 5 anni ha generato circa il 36% dei nuovi ordini, il 33% dei ricavi e il 46% dell'ebita adjusted, fanno presente gli analisti di Banca Akros. «I nuovi ordini registrati nel quarto trimestre sono stati in media di 5,4 miliardi di euro negli ultimi cinque anni; abbiamo motivo di credere che Leonardo abbia ottenuto un ordine jumbo in Nigeria per 24 aerei F/A M346, aumentando la raccolta ordini a circa 6,5 miliardi di euro o più nel trimestre e a circa 20 miliardi di euro nell'intero esercizio 2023, ben al di sopra delle previsioni per l'anno fiscale 2023 a circa 17 miliardi di euro», stimano gli analisti della banca d’affari.

 


Invece, i cambi avranno avuto un impatto negativo sui conti di Leonardo dato che il dollaro statunitense si è indebolito di circa il 5% anno su anno rispetto all'euro. «Prevediamo ricavi pari a 5 miliardi di euro, +4,8% anno su anno, con un ebita di 626 milioni, +4,5% anno su anno; ci aspettiamo anche che l’utile netto abbia raggiunto 393 milioni, assumendo un'aliquota fiscale del 25%, ipotesi prudente, considerando quella degli anni precedenti», precisano gli analisti di Banca Akros, stimando, infine, che l’indebitamento finanziario netto (3,8 miliardi alla fine del terzo trimestre del 2023) sia migliorato trimestralmente a 2,3 miliardi di dollari seguendo la stagionalità normale e la cessione di una quota del 7% della controllata statunitense Drs (incasso di 0,33 miliardi).

 


Non solo Leonardo è ben posizionato per superare il target del 2023 sulla nuova raccolta ordini (17 miliardi), ma anche le previsioni a livello di free cash flow operativo per l'anno fiscale 2023 (0,6 miliardi), considerando che nei primi 9 mesi del 2023 il free cash flow operativo ha raggiunto -604 milioni (+300 milioni anno su anno) e che il free cash flow medio nei quarti trimestri del 2018/2019/2021 e del 2022 è stato positivo per circa 1,4 miliardi di euro; un tale free cash flow operativo aumenterebbe quello dell'anno fiscale 2023 a circa 0,8 miliardi di euro.



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