C’è una neo-quotata al Nasdaq che in meno di 10 mesi dal collocamento, che risale al 29 novembre 2022, pur tra qualche oscillazione ha visto il titolo guadagnare il 56%, con un picco a 18 dollari: è Leonardo Drs, la controllata statunitense di Leonardo attiva nell’Elettronica per la sicurezza e la Difesa, approdata sul listino grazie alla fusione con l’israeliana Rada Electronics. La società ha raggiunto nel frattempo una capitalizzazione di 4,5 miliardi di dollari.
Per il consensus degli analisti il titolo ha un prezzo obiettivo di 20 dollari. E per Zacks, in un commento appena pubblicato, la corsa può continuare: «guardando i fondamentali, il titolo attualmente ha un Zacks Rank #2 (buy)», si legge in un report, «il che significa che è nel primo 20% di oltre 4mila titoli che classifichiamo in base alle tendenze delle revisioni delle stime degli utili e alle sorprese eps (earning per share), i fattori chiave che influenzano i movimenti dei prezzi a breve termine di un titolo.
Un altro fattore che conferma la forza fondamentale dell'azienda», prosegue il report, «è la raccomandazione media del broker di #1 (strong buy). Ciò indica molto ottimismo sulla performance a breve termine del titolo. In generale sono da guardare fattori come fondamentali solidi, revisioni positive delle stime, etc, che potrebbero mantenere vivo lo slancio del titolo».
InvestorPlace, in un’analisi pubblicata sul sito del Nasdaq, indica Leonardo Drs come «emergente», tra le azioni «da comprare e detenere fino al 2030 per i loro alti rendimenti» insieme a quelle di due colossi della Difesa Usa, Lockheed Martin e Northrop Grumman.
Fino al 2030, è la premessa, i tre gruppi beneficeranno del forte aumento delle spese per la Difesa. Il governo degli Stati Uniti rimane il maggiore acquirente mondiale di prodotti e servizi militari con un budget 2024 di 842 miliardi di dollari.
Tra gli atout di Leonardo Drs è messo in evidenza il portafoglio ordini di 4,3 miliardi di euro, che «dà una chiara visibilità sui ricavi». Sulla base della guidance aggiornate per il 2023, la controllata del gruppo guidato dall’ad Roberto Cingolani prevede ricavi fino a 2,8 miliardi di dollari e un ebitda rettificato fino a 328 milioni.
Nel piano il focus resta sulla sicurezza nazionale, delle frontiere e delle missioni: in altri termini le esigenze del Pentagono.