Giovedì 8 maggio è il giorno dei conti di Leonardo. I numeri del primo trimestre 2025 sono stati preceduti, il 1mo maggio, da quelli della controllata statunitense Leonardo Drs, che ha registrato un balzo dell’utile netto a 54 milioni di dollari (+72%). Secondo il consenso Bloomberg il gruppo guidato dall’ad Roberto Cingolani dovrebbe aver raggiunto 5,9 miliardi di euro di ordini, con ricavi previsti per 3,87 miliardi e un ebita di 209 milioni.
A trainare i conti saranno ancora Difesa ed Elicotteri. Il mercato prevede una crescita del titolo di oltre il 6% per il giorno successivo alla pubblicazione dei numeri del primo trimestre, che avverrà a borsa chiusa.
Ma a tenere banco alla vigilia dei conti è anche la creazione, annunciata il 6 maggio, della nuova divisione Aeronautica, che metterà insieme oltre 11 mila dipendenti sotto la guida del managing director Stefano Bortoli. La creazione della Divisione è stata presentata dal gruppo con l’obiettivo «di rafforzare il posizionamento competitivo del settore aeronautico di Leonardo in ambito sia militare sia civile, in linea con quanto previsto dal percorso di sviluppo del piano industriale lanciato a marzo del 2024».
Più nel dettaglio, dovrebbe accelerare l’esecuzione delle strategie di Leonardo in ambito Aerostrutture, ala fissa e sviluppo del business Uas/Rpas (Unmanned Aerial Systems/Remotely Piloted Aicraft Systems) sui mercati internazionali.
Ma per Equita (raccomandazione hold, prezzo obiettivo 46,5 euro), la mossa di Leonardo potrebbe significare che ancora non c’è una soluzione per le Aerostrutture (parti di ala e fusoliere per aerei civili principalmente Boeing e Atr). Le attività confluite nella divisione, sottolinea la banca d’affari, nel corso del 2024 hanno fatturato circa 3,6 miliardi di euro con un ebita margin intorno al 7%, «con le perdite delle Aerostrutture (-168 milioni nel 2024) compensate dagli utili di Aircraft (+417 milioni).
«Questa mossa induce a pensare che non sia vicino l’annuncio di un partner industriale-finanziario per Aerostrutture, obiettivo dichiarato della società per accelerare il ritorno in bonis», si legge nel report. «Resta quindi da risolvere il problema della divisione, che è stata loss-making negli ultimi sette anni e il cui break-even operativo è stato rimandato al 2028». (riproduzione riservata)