Sorpresa per i più scettici: un portafoglio bilanciato 60-40 (60% azioni, 40% obbligazioni) potrebbe rendere di più nei prossimi 10 anni rispetto al biennio 2010-20. E questo nonostante l’inflazione, l’economia stagnante, i rischi geopolitici e le strette monetarie. Lo sostiene BlackRock, la più grande società di gestione al mondo, che oggi 6 luglio 2023 ha presentato a Milano il suo outlook per fine anno. Il chief investment strategist Bruno Rovelli stima per un tradizionale portafoglio 60-40 una performance di circa il 7,5% nel prossimo decennio, contro il 7% dei 10 anni ormai trascorsi.
«Per un investitore di lungo periodo che entrasse oggi», spiega Rovelli, «le stime non sono per niente male». Ma ci sono alcune avvertenze. «Certo», prosegue lo strategist, «si parla di stime nominali, che non tengono conto dell’inflazione. E poi il parametro da guardare e che complica le cose è l’excess return sopra il cash, che nei prossimi 10 anni dovrebbe essere molto più basso che nel decennio passato». Morale: «Nei prossimi 10 anni vediamo performance migliori, ma più basse relativamente al cash. Quindi bisogna accettare di avere portafogli più mobili tatticamente. E questo vale anche dal punto di vista strategico».
Rovelli parte da una premessa fondamentale: «Le tensioni inflazionistiche di fondo sono persistenti e legate alla carenza nella capacità produttiva globale», evidenzia. Quindi «le banche centrali dovranno tenere una politica monetaria sistematicamente più restrittiva che in passato, e dovranno farlo a lungo». Posti inflazione persistente ma che ha smesso di accelerare e stagnazione economica, l’impressione di Rovelli «è che i rendimenti obbligazionari a lungo termine inizino a riflettere il nuovo regime. Abbiamo chiuso il nostro sottopeso sulle obbligazioni dell’Eurozona e del Regno Unito, pensando che il nuovo regime fin qui descritto non giustifichi più una posizione di sottopeso».
Sempre rimanendo in ambito obbligazionario, la più grande società di gestione al mondo è ora «neutrale sull’investment grade, che è fatto da una componente di tasso e una di spread, che però non è altissima. Il rendimento aggregato è attraente solo perché i tassi sottostanti sono saliti». Sottopeso anche sull’high yield, «perché l’accesso al credito è sempre più complesso e la componente speculativa degli spread è strettamente legata all’andamento del ciclo economico». Sul versante opposto, sovrappeso sui bond in valuta locale di Paesi emergenti, in particolare Messico e Brasile. «La maggior parte degli emergenti», prosegue Rovelli, «hanno avuto politiche monetarie e fiscali abbastanza standard durante e dopo la pandemia». La restrizione delle politiche monetarie «è iniziata prima che nelle economie sviluppate, e l’inflazione non è eccessivamente più alta di quella dei Paesi industrializzati».
Più complesso investire ora in azionario, un’asset class dove «l’earnings yield, metrica valutativa speculare al price-earnings, è ora più o meno agli stessi livelli del Treasury a tre mesi -liquidità- e del credito globale investment grade». Rovelli vede ora «opportunità granulari: da inizio anno l’S&P 500 si è mosso essenzialmente solo grazie alle mega cap, senza le quali sarebbe pressoché piatto». BlackRock ora, a livello tattico, è in sottopeso su Usa ed Europa, neutrale sul Giappone, lungo sugli emergenti e sul megatrend Intelligenza Artificale degli sviluppati. «Il tema AI caratterizzerà il mercato per i prossimi anni. L’AI è una forza che non riguarda solo lo sviluppo, ma anche l’adozione, e questo comporta il cambio dei sistemi produttivi e organizzativi delle singole imprese. Questo offrirà opportunità per chi fa selezione dei titoli»