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Vita, le polizze unit linked sono tornate a raccogliere. Ecco quanto costano e quanto possono rendere

21 giugno 2024, 19:48

Dopo il rialzo dei tassi nel 2023 che aveva spinto la produzione delle polizze ramo I, quest’anno banche e reti di consulenti finanziari sono tornate a puntare sulle unit-linked favorite dalla ripresa dei mercati. Ecco quanto costano e quanto possono rendere 

È tempo di ripresa per le polizze Vita unit linked, in gergo assicurativo il cosiddetto ramo III, ovvero contratti assicurativi che investono i premi in sottostanti composti da fondi o sicav.

Grazie al rally dei mercati questi strumenti sono tornati in auge nel collocamento delle reti di banche e consulenti dopo un anno, il 2023, in cui invece gli sforzi delle compagnie si sono concentrati sulla nuova produzione relativa alle polizze di ramo I, ovvero quelle legate alle gestioni separate con composizione prevalentemente obbligazionaria, per avere risorse tali da fronteggiare eventuali riscatti dopo l’incertezza creata dalla crisi di Eurovita e il rialzo dei tassi, due elementi che hanno contribuito a spingere diversi risparmiatori verso l’investimento diretto in titoli di Stato lo scorso anno.

Le rilevazioni Ania

In base ai dati Ania la sola nuova produzione di ramo III ha segnato a fine 2023 -37,5% rispetto al 2022 (quando registrava a sua volta un decremento annuo del 30,5%) a 14,8 miliardi di euro. L’incidenza del ramo III sull’intera nuova raccolta è dunque scesa dal 39% nel 2021 al 31% nel 2022, al 20% nel 2023 e tutto ciò a fronte di un comparto Vita che nel complesso ha registrato nuovi premi nel 2023 in calo del 3,3% a 74,2 miliardi grazie alla spinta delle ramo I (56,3 miliardi, +11,9%).

Mentre, sempre sulla base delle statistiche dell’associazione delle compagnie assicurative presieduta da Maria Bianca Farina, i numeri del 2024 sono molto più favorevoli per le unit linked: lo dimostrano gli ultimi dati di aprile (vedi tabella).

Nel mese il 28% della nuova produzione vita, (21% ad aprile 2023), ha riguardato il ramo III (nella forma esclusiva unit linked) per 2,1 miliardi, in ulteriore aumento rispetto ai tre mesi precedenti, con un +86,2% rispetto ad aprile 2023. Più contenuta è stata la crescita del ramo I: il volume di nuovi premi è stato pari a 5,3 miliardi (il 71% dell’intera nuova produzione vita), +28,8% rispetto all’analogo mese del 2023.

Da gennaio la raccolta del new business di ramo III è stata dunque pari a 7,1miliardi, il 26,4% in più rispetto ai primi quattro mesi del 2023, quando si registrava invece un ammontare in calo del 44,9%. Mentre da gennaio i premi complessivi di ramo I sono stati di 22,1 miliardi, il 13,5% in più rispetto all’analogo periodo del 2023 (quando si registrava una variazione pari a +14,9%).

Per il loro funzionamento le polizze di ramo I contabilizzano gli asset a costo storico e il loro valore di mercato quindi emerge soltanto quando i titoli vengono venduti ed escono dal portafoglio, come accade proprio nel caso in cui le compagnie hanno necessità di reperire risorse finanziarie per far fronte ai riscatti.

In una fase di costo del denaro in rialzo, come nel 2023, vendere obbligazioni in portafoglio significava incamerare minusvalenze dato che i vecchi titoli avevano perso valore. Ma quest’anno, grazie alla lunga fase di rialzo dei mercati e all’avvio dei tagli dei tassi da parte della Bce, i riscatti sono in frenata dando quindi la possibilità agli intermediari di tornare a puntare sulle polizze unit linked nella versione pura, oppure nella veste di multi-ramo, ovvero una combinazione di fondi insieme a gestioni separate (quindi ramo I e III dentro un unico paniere).

I dati Assoreti

«Fondi, gestioni individuali e prodotti assicurativi/previdenziali coinvolgono quasi la metà delle risorse nette affidate alle reti di consulenza in aprile», spiega Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti, commentando i dati di raccolta di aprile delle reti di consulenti finanziari (tabelle in pagina) i quali confermano che sta continuando il recupero del comparto assicurativo/previdenziale sul quale i versamenti netti aumentano del 76,3% su base mensile a 605 milioni; la crescita coinvolge in particolare le unit linked (251 milioni), le polizze multi-ramo (238 milioni) e i prodotti previdenziali (108 milioni).

E accanto alle reti di consulenti finanziari, ora anche le banche stanno iniziando a distribuire di nuovo questi prodotti: i dati Ania segnalano che mese di aprile gli sportelli bancari e postali contabilizzano una raccolta in linea con il mese precedente e in aumento del 62,3% rispetto allo stesso mese del 2023, a fronte di un ammontare pari a 1 miliardo; da gennaio il volume di nuovi affari ha raggiunto 3,7 miliardi, con un incremento annuo del 18%.

Le previsioni di Prometeia

Come aveva indicato a MF-Milano Finanza a inizio 2024 Stefano Frazzoni, senior partner ed head della business line Insurance di Prometeia che aveva previsto: «In un contesto in cui il fenomeno dei riscatti delle polizze che aveva caratterizzato il 2023 sta rientrando, ci aspettiamo che anche gli sportelli riprendano a collocare unit linked e probabilmente questa riattivazione della raccolta la realizzeranno nella forma delle multi-ramo, una soluzione che in questa fase permette di tornare sulle unit in maniera più prudente rispetto all’ingresso nelle formule stand alone».

Infatti nelle polizze unit linked il rischio dell’investimento assicurativo è totalmente a carico dell’assicurato. Ma il capitale garantito (quasi sempre) dalle ramo I è al netto dei costi. Che se per le gestioni separate possono attestarsi attorno all’1,5% per quanto riguarda le commissioni di gestione, per le unit linked possono anche essere molto più alti. I sottoscrittori possono verificare la composizione delle commissioni nel documento informativo che va consegnato prima dell’adesione, il Kid (Key Information Document), un prospetto di base che contiene le informazioni sui prodotti Vita di investimento che hanno anche un contenuto finanziario, quindi ramo I e III (comprese le multi-ramo).

I prospetti da leggere

Il Kid è redatto secondo uno schema standard europeo ed è facile da consultare anche per confrontare prodotti differenti. Riporta in modo sintetico le caratteristiche principali come, per esempio, il rapporto rischio/rendimento, l’orizzonte di investimento o le modalità di presentazione di un reclamo.

Ma soprattutto il Kid presenta, in diverse condizioni di mercato, una simulazione degli scenari di rendimenti attesi (al netto dei costi), di ciascun fondo sottostante alla polizza unit linked, calcolati sulla base delle performance più recenti. E indica anche i costi totali prelevati dai premi del sottoscrittore (siano essi una tantum come i costi di entrata, che ricorrenti come le commissioni di gestione, o accessori come le commissioni di performance) per un investimento di 10 mila euro alla fine del periodo di detenzione raccomandato, espressi sia in euro, sia in percentuale annua.

Quest’ultimo indicatore è denominato reduction in yield, ovvero quanto i costi della polizza riducono ogni anno il rendimento nell’orizzonte temporale consigliato. Ad esempio, riporta il suo Kid, se l’uscita avviene nel periodo di detenzione raccomandato di sette anni, si ipotizza che la linea Comparto due Bilanciato legata alla polizza Unipol Sai Investimento Energy avrà un rendimento medio annuo pari al 7,2% prima dei costi (prendendo come riferimento lo scenario moderato) e netto al 4,8% perché l’indicatore dei costi è del 2,4%.

Nella tabella MF Milano Finanza ha raccolto questi dati per un campione di compagnie che in questo momento hanno polizze unit linked e multi-ramo in collocamento: quindi sia le simulazioni dei possibili rimborsi in caso di disinvestimento alla fine del periodo di detenzione suggerito, sia i costi in euro e in percentuale annua. Per omogeneità sono stati selezionati fondi con profilo di rischio medio (pari a 3 nella scala da 1 a sette). Si possono anche trasferire le somme accumulate da un fondo all’altro, talvolta pagando una commissione (il cosiddetto switch tra fondi).

Faro sui costi

L'organismo di vigilanza Ivass, nella sua ultima guida sulle polizze Vita avverte di fare attenzione ai costi «che pesano sul contratto e che, riducendo il capitale investito, incidono sulla prestazione dovuta dall’assicurazione».

Riguardo alle commissioni, fino al 2022 l’Ivass ha pubblicato un’analisi semestrale dell’offerta dei prodotti assicurativi sulla base dei Kid delle nuove polizze. Nell’ultimo osservatorio, quello di febbraio 2022, riferito al secondo semestre 2021, l’Ivass segnalava che per le ramo I e III i valori dell’impatto dei costi sui rendimenti sono generalmente compresi tra il 2% e il 4% e che i prodotti rivalutabili si confermano i meno costosi, con valori per oltre 80% circa dei casi compresi tra l’1,2% e il 2,3%, al contrario nelle unit linked il 48% è nella forchetta 2-3%, nel 29% tra 3 e 4% e nel 9% oltre il 4%. Il massimo valore rilevato per questa tipologia di prodotti era pari al 7,5% (7% nei prodotti del semestre precedente).

I costi dei prodotti assicurativi di investimento sono in assoluto abbastanza elevati: ma ciò che conta non è il livello assoluto, bensì che tali costi siano giustificati dai contenuti che il prodotto assicurativo è in grado di fornire rispetto a un investimento equivalente. (riproduzione riservata)



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