Neanche l’impennata dei costi energetici e la crisi pandemica hanno frenato la corsa delle medie imprese del Mezzogiorno che nel 2022 vedranno incrementare il loro giro d’affari dell’8,1%, superando tutte le altre aree italiane. Un trend positivo che dura da oltre 10 anni: tra il 2011 e il 2020 il fatturato è cresciuto del 35,2% (più del doppio del 16,7% nazionale), la produttività del +28,3% (contro il +20%) e la forza lavoro del +25,6% (contro il +19,8%).
Questo emerge dall’ultimo rapporto “Leader del cambiamento: le medie imprese del Mezzogiorno” realizzato dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere.
Di conseguenza le medie imprese del Mezzogiorno risultano particolarmente ottimiste. Quasi la metà, infatti, prevede di superare i livelli pre-Covid già quest’anno mentre la quota delle aziende più grandi operanti nel meridione che pensa di riuscire a mettersi definitivamente la crisi pandemica alle spalle è solo il 31%. Inoltre, la stragrande maggioranza (71%) delle imprese meridionali medie punta del Pnrr, di cui quasi la metà (48%) si è già attivato mentre il restante 23% conta di farlo a breve.
Nondimeno le medie imprese del Mezzogiorno saranno i motori del cambiamento in tutta Italia, spiega il report. Difatti, tre aziende su quattro investiranno nel digitale 4.0 entro il 2024. E il 44% investirà in processi di co-innovazione entro i prossimi due anni con almeno un soggetto esterno alla propria azienda, collaborando con le Università (32%), con i subfornitori (3%) e con i clienti (15%). E il 73% è interessato ai temi ambientali, pur non considerandoli prioritari rispetto ad altri aspetti, e il 78,4% alle condizioni di lavoro dei dipendenti.
Le imprese del Meridione, di dimensioni medie, sono pronte alle sfide non più rimandabile. Da un lato, l’85,1% ritiene prioritario agire sulla governance attraverso un rinnovo manageriale o generazionale (85,1%) e il 75,8% ha già optato per una diversificazione dei fornitori, alla luce del contesto geopolitico incerto.
Lo studio nota anche che le 316 medie aziende meridionali rappresentano il 10% del totale della stessa categoria dimensionale in Italia. E di queste il 40% opera in Campania. I settori principali in cui operano le imprese del Mezzogiorno sono l'alimentare-bevande, il meccanico e il chimico-farmaceutico, rappresentando l’80% del giro d’affari complessivo. (riproduzione riservata)