Il comparto delle criptovalute ha superato per la prima volta nella sua storia una capitalizzazione di 4 mila miliardi di dollari su base CoinGecko, attestandosi attorno ai 3.920 miliardi prima della chiusura di venerdì 18 luglio 2025. Un segnale, secondo alcuni, della maturazione di un settore che vorrebbe abbandonare l’aura speculativa per inserirsi nel panorama della finanza globale.
Un rally che non pare casuale ma dettato da una volontà del governo americano ben precisa. Il Congresso ha appena dato il via libera al cosiddetto Genius Act, la prima legge federale sugli stablecoin, monete digitali ancorate a valute fiat come il dollaro. Una mossa che riguarda un settore da 265 miliardi di dollari e che potrebbe aprire le porte anche a nuove emissioni da parte di grandi aziende.
L’obiettivo è duplice: da un lato stabilire trasparenza e sicurezza - con riserve verificate e obblighi di rendicontazione - e dall’altro promuovere l’adozione su larga scala. Secondo Citigroup, questi asset potrebbero raggiungere i 3.700 miliardi di dollari entro il 2030. In aggiunta, la Camera ha approvato anche un disegno di legge più ampio sull’infrastruttura del mercato crypto, ma anche se manca ancora il passaggio al Senato, è il segnale di una linea più favorevole rispetto alla stretta vista negli anni precedenti.
Il bitcoin resta il fulcro del comparto e ha infranto il muro dei 120.000 dollari, toccando nuovi record. Anche i token alternativi hanno però messo il turbo: Ether ha più che raddoppiato il suo valore nell’ultimo trimestre, mettendo a segno un +22% in cinque giorni; Uniswap è balzato del 20% in un solo venerdì e Solana ha continuato la sua corsa con un ulteriore +5,6%. Bernardston, broker di peso, ha stimato che bitcoin potrebbe raggiungere i 200 mila dollari entro la fine del 2025. (riproduzione riservata)