Maxi investimenti, grandi tagli. Le Big Tech non conoscono mezze misure. Le spese per l’intelligenza artificiale stanno aumentando vertiginosamente e nel 2026 Amazon, Alphabet (Google), Microsoft e Meta prevedono di investire circa 650 miliardi di dollari. In parallelo, però, le stesse società stanno procedendo a licenziamenti e riorganizzazioni interne in serie per ottimizzare le risorse.
Una tranche di esuberi dopo l’altra, i quattro campioni di capex (investimenti) hanno mandato a casa almeno 60 mila persone da inizio 2025, contando ristrutturazioni interne e uscite volontarie annunciate. Dal punto di vista puramente numerico, in alcuni casi si arriva al 10% della forza lavoro, equivalente all’intera città di Cuneo (circa 56 mila abitanti). Aggiungendo all’elenco Oracle, che ad aprile 2026 ha cacciato 30 mila dipendenti con una mail, il conto arriva a 90 mila esuberi.
I tagli delle Big Tech hanno contribuito a un incremento dei licenziamenti negli Stati Uniti nel 2025. Secondo la società di outplacement Challenger, Gray & Christmas, a ottobre era già stato superato il milione, un livello che non si vedeva dal 2020.
I numeri più elevati arrivano da Amazon. Il colosso dell’e-commerce è sia il gruppo con il capex più alto (200 miliardi di dollari nel 2026), sia quello che ha attuato i tagli più estesi. A gennaio 2026 la società ha confermato il licenziamento di circa 16 mila dipendenti, pari al 10% dell’organico a livello globale.
In più, a ottobre 2025 Amazon aveva già tagliato 14 mila posti di lavoro nell’ambito di una riorganizzazione di diverse divisioni chiave, tra cui cloud e pubblicità, ma anche i dipartimenti che si occupano dell’esperienza dell’utente, delle operazioni, dei dispositivi e servizi. Il totale, dunque, fa circa 30 mila persone in pochi mesi.
Le novità più fresche, invece, giungono da Microsoft. Il gruppo di Redmont intende offrire un’opzione di uscita volontaria al 7% della forza lavoro negli Stati Uniti. Secondo le stime, i dipendenti idonei sarebbero circa 8 mila.
Il piano arriva dopo il taglio di oltre 15 mila persone nel 2025 e mentre Microsoft ha messo in conto investimenti per 140 miliardi di dollari nell’anno fiscale che si chiude il 30 giugno 2026.
Anche Meta si appresta a una nuova riduzione dell’organico che, secondo quanto riportato dei media americani, potrebbe coinvolgere circa 8.000 persone, il 10% degli assunti. I licenziamenti, secondo Cnbc, inizieranno il 20 maggio. La società di Mark Zuckerberg ha inoltre annullato le assunzioni per 6 mila posizioni aperte.
A questo piano si aggiungono tagli minori effettuati nei mesi passati. Il gruppo, ad esempio, ha deciso di eliminare il 10% dei dipendenti che lavoravano a progetti relativi al metaverso, una mossa che è costata il posto a circa 1.000 persone dell'unità Reality Labs.
Più contenuti i numeri di Alphabet (Google). Secondo le informazioni disponibili, nel 2025 la società ha tagliato centinaia di dipendenti nella divisione Platforms and Devices (Android, Chrome, Pixel) per ottimizzare i costi. L’ultimo maxi round di licenziamenti resta quello del 2023, quando il gruppo aveva annunciato una riduzione di 12 mila posti di lavoro, pari al 6% della forza lavoro globale. (riproduzione riservata)