Mentre fa discutere lo scarico nell'Oceano Pacifico dell'acqua contaminata dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, nel nord-est del Giappone, che inizierà giovedì 24 agosto, se le condizioni meteorologiche lo consentiranno, il governo italiano è al lavoro con quello albanese per una possibile centrale nucleare da 1500 MW.
Infatti, come riportato da MF-Milano Finanza, il governo Meloni starebbe lavorando con quello albanese per una cooperazione nella costruzione di un reattore nucleare da 1500 MW (4 miliardi di euro di investimento) da realizzare nel Paese. L’Albania sarebbe alla ricerca di competenze per la realizzazione dell’impianto. Il progetto per la realizzazione della centrale non è nuovo (sul tavolo già nel 2009-2010) e le aziende Italiane che potrebbero fornire consulenza/competenze per la realizzazione dell’impianto sono Eni/Enel/Edison.
Il dialogo, a detta di Equita Sim, sottolinea nuovamente l’interesse del governo italiano per la tecnologia nucleare, per la quale recentemente Matteo Salvini, leader della Lega, si è detto pronto a tornare al referendum. «Un eventuale ritorno al nucleare in Italia avrebbe, comunque, tempi lunghissimi e potrebbe portare qualche beneficio a Eni, Enel ed Edison, uniche società con le competenze necessarie in Italia», sottolinea Equita. Sarebbe, invece, negativo sulla dimensione delle prospettive di lunghissimo termine per il segmento delle energie rinnovabili, quindi per società come Erg, Enel, Plenitude (gruppo Eni). (riproduzione riservata)