Le big tech americane hanno abituato il mercato a capitalizzazioni record, con Nvidia arrivata a quota 5.000 miliardi e Microsoft e Apple intorno ai 4.000 miliardi. Ma dov’è l’Europa in questa gara di numeri stellari? Il Vecchio Continente ha solo due società IT tra le prime 100 al mondo per market cap: l’olandese Asml (circa 360 miliardi di euro) e la tedesca Sap (circa 260 miliardi, dati al 7 novembre). Quest’ultima da pochi mesi ha affidato la gestione dell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) all’italiana Augusta Spinelli che, a colloquio con MF-Milano Finanza in una delle sue prime uscite pubbliche, spiega come la strategia del gruppo passi dall’integrazione dell’AI nei suoi software, anche grazie a una serie di partnership con i big americani.
Nel terzo trimestre 2025 Sap ha registrato ricavi pari a 9,1 miliardi (+8%), con un utile operativo di 2,5 miliardi (+12%). Il business ha beneficiato soprattutto della spinta del cloud, con vendite cresciute del 22% a 5,3 miliardi. Così il gruppo tedesco stima di chiudere il 2025 con un fatturato complessivo (cloud e software) tra 33,1 e 33,6 miliardi.
L’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) è quella in cui i servizi cloud hanno registrato la crescita maggiore con un balzo del 30%. «Emea comprende 89 Paesi ed è la seconda regione in termini di volumi per Sap, dopo le Americhe, perciò rappresenta una parte fondamentale del business», racconta Spinelli in occasione di Sap Now-AI Tour a Milano.
In questa regione l’Italia è tra i Paesi con le prospettive più solide. «Francia, Germania e Italia hanno registrato un aumento eccezionale dei ricavi nel cloud», si legge nella presentazione degli ultimi conti trimestrali di Sap. Anche per la Spagna si segnalano «risultati particolarmente positivi».
La Penisola «ha uno spazio importante», conferma Spinelli. «Non parlo solo in termini di business e di clienti, ma anche di innovazione.Tra i clienti italiani c’è voglia di sperimentare». Sap ha circa 440 mila clienti, di cui circa 11 mila in Italia nei settori più disparati, dalle creme spalmabili di Nutkao fino all’ex rete Tim di Fibercop e i sistemi elettrici di Gewiss.
La priorità per Sap - nata nel 1972, tre anni prima di Microsoft e oltre 20 prima di Google – ora è spingere sull’AI. Per farlo, il gruppo ha stipulato alcune partnership con i giganti del settore. «Sono fondamentali la qualità del dato e la combinazione di applicazioni, dati e AI», aggiunge Spinelli. «Tramite partnership come quella con Databricks e Google Cloud facciamo in modo che i sistemi si parlino, senza duplicazioni. Un’altra partnership importante che abbiamo è con Palantir. Con l’AI mi aspetto un’ulteriore accelerazione della domanda dei clienti». (riproduzione riservata)