La riforma della legge elettorale approderà nell’Aula del Senato «ai primissimi di settembre». Lo ha annunciato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in occasione della tradizionale cerimonia del Ventaglio a Palazzo Madama con la stampa parlamentare, spiegando che l’esame partirà subito dopo la pausa estiva, una volta concluso il lavoro della commissione Affari costituzionali sugli emendamenti.
La Russa ha rivendicato il ruolo di mediazione svolto nelle ultime settimane, definendo «una mediazione democratica» l’intesa raggiunta sul nodo delle preferenze. «Trovare posizioni che non accontentano nessuno ma siano accettabili per tutti è il cuore della partecipazione democratica», ha affermato, auspicando che prima della pausa estiva possa arrivare una proposta condivisa anche sul tema della rappresentanza di genere.
Sul fronte giustizia, il presidente del Senato ha anticipato che l'emendamento di Fratelli d'Italia sulle cosiddette intercettazioni a strascico sarà con ogni probabilità dichiarato improponibile. «Credo che al 99% quell’emendamento debba essere dichiarato non proponibile», ha detto, spiegando di essersi attenuto alle valutazioni tecniche degli uffici e di non voler compiere «nessuno strappo» sul piano regolamentare.
Tra gli altri temi affrontati, La Russa ha minimizzato il ricorso dell'Italia al fondo europeo Safe per la difesa, sostenendo che il governo valuterà se utilizzarlo o ricorrere ad altri strumenti di finanziamento meno onerosi. Ha poi preso le distanze dalle posizioni di Roberto Vannacci sul reato di femminicidio, definendo «un errore clamoroso» negarne la necessità, e ha auspicato una legge nazionale sul fine vita per evitare una disciplina «a macchia di leopardo» tra le Regioni.
Il presidente del Senato è intervenuto anche sulla vicenda del gioielliere Mario Roggero, giudicando «criticabilissima» l'entità della pena ma condividendo l'impostazione della sentenza sulla legittima difesa, e ha rilanciato la possibilità di modificare la disciplina dell'eccesso colposo. Infine ha ribadito il proprio sostegno per un’eventuale candidatura della premier Giorgia Meloni al Quirinale. «Rappresenterebbe un grande vantaggio per gli italiani», ha detto, pur precisando che «allo stato non ci pensa nemmeno». (riproduzione riservata)