Necessari ma onerosi: tali sono i passaggi verso migliori livelli di sostenibilità dell’attività soprattutto per pmi e microimprese che spesso non hanno capacità di investimento adeguate. Per superare questa criticità che rende disomogenea la transizione energetica ed ecologica delle filiere produttive, tre colossi come Eni, Boston Consulting Group e Google hanno stretto un’alleanza insieme alla multinazionale della certificazione Rina, dando vita a Open-es. Si tratta di una piattaforma aperta, attiva dal 2021 e che consente alle imprese di fare il check-up della propria maturità Esg, compilando dei questionari online sottoposti a validazione da parte della specialista Rina.

La posta in gioco è importante: le pmi compliant nei confronti di certi requisiti e che appartengono alla Sustainable Supply Chain Finance, che Eni sta mettendo in pista, in pratica alla catena dei fornitori, possono per esempio richiedere un anticipo sui pagamenti delle fatture, con un impatto concreto sulla gestione. Non solo: «Illimity Bank, Unicredit e Crédit Agricole stanno utilizzando la piattaforma per montare delle emissioni obbligazionarie a tassi preferenziali, i cosiddetti basket bond, sviluppati proprio per le piccole e medie imprese», ha aggiunto Battuello.
A oggi sono 25mila le aziende che hanno aderito a Open-es, in rappresentanza di circa 60 settori industriali. Tra i capi-filiera si annoverano big dell’energia e delle infrastrutture come Webuild, Pizzarotti, Snam, Tim nonché Iren, per citare un’azienda con la Liguria nel suo Dna. Non mancano poi i partner di sviluppo, dalle grandi aziende di consulenza alle startup, che offrono servizi clusterizzati per miglioramenti di settore, scalabili e facilmente conseguibili dalle pmi.