La produzione industriale della Germania è cresciuta dello 0,9% su base mensile a maggio, dopo un incremento rivisto dello 0,2% ad aprile, secondo i dati provvisori pubblicati dall'Ufficio federale di statistica. La lettura ha battuto il consenso degli economisti che avevano previsto un incremento dello 0,1% rispetto allo stessi periodo dell’anno scorso.
Su base annua, la produzione industriale tedesca è rimasta stabile, rispetto al calo dello 0,9% del mese precedente. «Di conseguenza, la produzione nei mesi di aprile e maggio si è attestata leggermente al di sopra della media del primo trimestre. Poiché le vendite hanno registrato una performance persino leggermente migliore, aumenta la probabilità che l’economia tedesca non si sia contratta in primavera, nonostante il forte aumento temporaneo dei prezzi dell'energia», affermano gli economisti di Commerzbank. «Una produzione industriale» tedesca «sorprendentemente forte smentisce i timori di recessione, mentre l’ottimismo sta gradualmente tornando nella maggiore economia dell'Eurozona», commentano infine gli economisti di Ing.
La produzione ha battuto nettamente il consenso, ma sempre più aziende in Germania segnalano problemi nell’approvvigionamento di prodotti intermedi, secondo le indagini più recenti dell’Ifo Institute. A giugno, il 17,2% delle aziende ha dovuto fare i conti con carenze di materiali. A maggio, la quota era pari al 15,9%. «Anche se lo Stretto di Hormuz è nuovamente navigabile, gli effetti delle interruzioni sono ancora percepibili», afferma Klaus Wohlrabe, responsabile delle indagini dell’Ifo. «Probabilmente ci vorrà ancora del tempo prima che le catene di approvvigionamento internazionali tornino completamente alla normalità».
La situazione è particolarmente tesa nell’industria chimica, dove quasi un terzo (29,5%) delle aziende segnala carenze di materiali. La situazione per i produttori di apparecchiature per l’elaborazione dei dati e prodotti elettronici e ottici è poi peggiorata considerevolmente: la quota è salita dal 25,5% al 34,2%. Le carenze hanno continuato a peggiorare anche per i produttori di apparecchiature elettriche, raggiungendo il 2,7%. La situazione nell’ingegneria meccanica è rimasta pressoché invariata al 15,6%.
Nell’industria automobilistica, la quota di aziende interessate è aumentata dal 10% al 15,7%. La situazione per i produttori di articoli in gomma e plastica, invece, è leggermente migliorata, con la quota di aziende che registrano carenze di materiali scesa dal 23,7% all’11,3%. Infine, i produttori del settore delle bevande hanno continuato a non segnalare alcuna carenza. (riproduzione riservata)