Asia in netto rosso, martedì 16 aprile, dopo la brutta chiusura di Wall Street. E’ tornata la volatilità sui mercati, fra vendite al dettaglio negli Usa più toniche del previsto che potrebbero allontanare ancora il taglio dei tassi da parte della Fed e Israele che minaccia una reazione contro l’Iran dopo l’attacco missilistico. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei cede l’1,9%, Hong Kong l’1,7%, Shanghai lo 0,8%, mentre l’oro torna a salire (+0,9% a 2.403 dollari l’oncia) e il petrolio Wti pure su timori di un’escalation della guerra in Medio Oriente (+0,75% a 86,04 dollari il barile).
Il Vix, l’indicatore della paura di Wall Street ha raggiunto lunedì livelli mai visti prima quest’anno. In Asia, lo yen ha toccato quota 154,24 per dollaro. T. Rowe Price prevede che la valuta giapponese continuerà a scendere e potrebbe scivolare di un altro 10% ai livelli degli anni ’80 a causa della riluttanza della Banca del Giappone ad aumentare i tassi.
Il T bond Usa decennale vede il rendimento laterale al 4,61% dopo la corsa della sessione precedente, mentre i futures sul Nasdaq si muovono in debolezza.
L'economia cinese è cresciuta del 5,3% su base annua nel primo trimestre del 2024, battendo le previsioni del 5,0% e dopo un +5,2% nel periodo precedente. Si è trattata dell’espansione annuale più forte degli ultimi tre trimestri, sostenuta dalle misure di sostegno di Pechino, mentre il festival del Capodanno lunare ha contribuito a rilanciare la spesa dei consumatori. Il governo ha fissato un obiettivo di crescita del Pil intorno al 5% quest’anno.
Mentre il Pil accelera, le vendite al dettaglio in Cina sono aumentate del 3,1% su base annua a marzo 2024, ben sotto le attese di un +4,5% e rallentando notevolmente rispetto all’aumento del 5,5% del periodo precedente.
La produzione industriale cinese è cresciuta a sua volta del 4,5% a marzo, al di sotto del +7% nel periodo gennaio-febbraio e delle attese di un +5,4%.
I massimi funzionari militari israeliani hanno ribadito che il Paese non ha altra scelta se non quella di rispondere all’attacco missilistico e di droni iraniani del fine settimana, anche se funzionari europei e statunitensi hanno rafforzato le richieste.
Mercoledì Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud terranno una riunione dei responsabili finanziari a Washington. Si prevede che il segretario al Tesoro americano Janet Yellen, il ministro delle finanze giapponese Shunichi Suzuki e il ministro delle finanze sudcoreano Choi Sang-mok discuteranno di sanzioni contro Russia e Corea del Nord e del sostegno ai Paesi del Pacifico.
L’Unione Europea è pronta a lanciare un’indagine sull’approvvigionamento cinese di dispositivi medici, rischiando nuove tensioni con Pechino. L’indagine dell’Ue, che cerca di rispondere alle preoccupazioni secondo cui le politiche di Pechino favoriscono ingiustamente i propri fornitori, potrebbe essere annunciata già questa settimana e potrebbe portare l’Ue a limitare l’accesso cinese alle proprie gare d’appalto, scrive Bloomberg.
L’indagine arriva mentre Pechino sostiene con massicci fondi pubblici settori critici (tech, auto, per esempio) esportando beni, anche in Europa, a prezzi molto concorrenziali rispetto ai prodotti realizzati in Unione Europa, che ora vuole difendere la propria industria. L’Ue sostiene che Pechino applica pratiche distorsive del mercato per attuare la sua politica Made in China con l’obiettivo di raggiungere una quota del mercato interno dell’85% per le aziende cinesi che producono «componenti fondamentali di dispositivi medici» entro il 2025, riporta Bloomberg. (riproduzione riservata)