Lo Spazio non è più soltanto esplorazione e scienza. «È strategia, economia reale, identità». Ma è anche «sicurezza delle nostre infrastrutture, competitività delle imprese, occupazione qualificata per i giovani». Le parole sono della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, pronunciate in occasione degli Stati Generali della Space Economy, promossi dall’intergruppo parlamentare dedicato al settore.
Il governo punta a trasformare lo Spazio in un nuovo pilastro della politica industriale italiana, forte di oltre 7,5 miliardi di euro già stanziati tra fondi nazionali e risorse del Pnrr. Un investimento record, ha rivendicato la premier, «destinato a infrastrutture, tecnologie, ricerca e competenze».
Con un contributo pari al 18,2% al budget dell’Esa, l’Italia resta oggi uno dei principali Paesi europei nello spazio, anche grazie alla nuova legge quadro sulla Space economy, la prima approvata in Europa. Un «provvedimento strategico» che istituisce «un Fondo pluriennale a sostegno delle pmi e start-up che disciplina l’accesso dei privati al mercato spaziale e prepara il terreno per una costellazione satellitare nazionale, uno dei progetti-chiave della prossima legislatura.
Negli ultimi anni l’Italia ha riconquistato un ruolo di primo piano nella progettazione di piccoli satelliti grazie alle Space Factory diffuse sul territorio. Meloni cita la visita in uno di questi stabilimenti: «Ho visto l’Italia che innova, che compete, che vince». Entusiasmo rafforzato dal successo del lancio del vettore europeo Vega-C, che ha portato in orbita il satellite Sentinel-1C del programma Copernicus. «Siamo una delle poche Nazioni al mondo ad avere un accesso autonomo allo spazio», ha ricordato la premier. «Un fattore decisivo per la nostra competitività e sicurezza».
Dietro il discorso di Meloni emerge chiaramente una priorità strategica: la sovranità tecnologica. Difendere asset in orbita e a terra, senza dipendere da reti o operatori esteri. Un tema che attraversa anche la difesa e le telecomunicazioni strategiche, dopo il dibattito su un «Starlink italiano». Ma la sovranità, ha precisato, «non esiste senza persone».
Il governo punta quindi a rafforzare i percorsi Stem, i dottorati e la presenza italiana nelle organizzazioni internazionali del settore: «Perché non ci accontentiamo di partecipare ma vogliamo essere protagonisti, con donne e uomini, ai vertici dei processi decisionali europei e globali nel settore spaziale».
«Non ci resta, dunque, che tramutare in impegni operativi le proposte che sono emerse nel corso di questi Stati Generali. Abbiamo il talento, la determinazione e una comunità nazionale che sa riconoscere nelle sfide un’opportunità di crescita. Con orgoglio, pragmatismo e unità, apriamo insieme la nuova via italiana nello Spazio», ha concluso. (riproduzione riservata)