Unicredit svaluta il portafoglio immobiliare di proprietà della tedesca Hvb. Piazza Gae Aulenti ha deciso di abbattere di 400 milioni il valore delle strutture della controllata di Monaco di Baviera che, a fine 2023, è passato da 2,76 a 2,37 miliardi di euro.
La rettifica, che riguarda gli edifici e gli spazi adibiti all’attività ordinaria della banca, va letta in chiave prudenziale alla luce del calo delle valutazioni espresse dal mercato tedesco ed è in linea con la strategia seguita in precedenza sullo stock di crediti.
Nei conti del primo semestre 2023 Hvb aveva tagliato di oltre mezzo miliardo l’esposizione verso il settore immobiliare, invertendo così il costante trend di crescita delle valutazioni registrato negli ultimi anni. A fine 2023 questi prezzi non sono stati ulteriormente modificati (lo stock è stabile a 33,5 miliardi), anche se la banca ha postato a bilancio accantonamenti straordinari (cosiddetti overlays) per un importo di 124 milioni sulla commercial real estate finance.
«Il livello costantemente elevato dei tassi d’interesse colpisce sempre più il settore degli immobili commerciali e dell’edilizia, che è alle prese con meno ordini, costi di costruzione più elevati a causa dell’inflazione, prezzi degli immobili in parte in calo e un aumento dei rischi di rifinanziamento», spiega la relazione di bilancio di Hvb. «In alcuni settori si registra anche un divario dovuto ai redditi locativi ancora bassi, poiché i contratti di locazione a lungo termine non possono essere adeguati a breve termine per tenere conto dell'aumento dei costi». Ragione per cui la banca ha deciso di ridurre gli accantonamenti straordinari sul rischio geopolitico e aumentare invece quelli sul commercial real estate.
Complessivamente queste politiche rientrano nella strategia prudenziale che il ceo Andrea Orcel ha scelto di seguire per mettere in sicurezza Unicredit dalla volatilità del real estate nord europeo. Dalla presentazione dei dati di gruppo fatta a inizio febbraio emerge che il portafoglio real estate di gruppo è rimasto stabile sui 60 miliardi, con un miglioramento della qualità degli attivi che ha raggiunto un npe ratio (rapporto crediti deteriorati / impieghi) del 4%, frutto di una politica di underwriting attenta che si riflette anche in un loan to value inferiore al 60%. Il portafoglio di gruppo presenta una limitata quota (4 miliardi su 60) di esposizione verso asset in corso di sviluppo, mentre il 93% è verso asset già realizzati e a reddito.
Le scelte prudenziali fatte da Unicredit in Germania non sono molto diverse da quelle attuate negli ultimi mesi dalle principali banche del paese, che stanno rettificando i valori dei propri portafogli real estate. Anche perché la situazione del mercato rimane critica. Secondo una recente analisi del gestore immobiliare Aew, il 4,5% del portafoglio di commercial real estate in portafoglio alle banche tedesche e originato tra il 2018 e il 2021 potrebbe subire perdite per un importo di circa sette miliardi di euro, inclusi due miliardi nel commercio al dettaglio. (riproduzione riservata)